C’era un cinese in coma

“….e gridare aiuto, aiuto è scappato il leone. E vedere poi di nascosto l’effetto che fa”.

La paura comincia a diffondersi, il contagio, caccia all’untore, siamo di fronte ad una nuova epidemia? Gioia per i venditori di mascherine, disperazione nei negozi cinesi. Gli unici incerti sul contegno da tenere sono i negozi cinesi che vendono mascherine, che cominciano a soffrire di disturbo bipolare. Anche i no vax vacillano, Burioni se la ride.

Eppure c’è chi pensa alle straordinarie possibilità che si aprono in questo scenario: basterebbe affittare un paio di cinesi, farli dormire in mutande e canottiera sul balcone per un paio di giorni e quando sono belli raffreddati portarli in giro come arma di distrazione di massa. Immaginate i possibili utilizzi: trovi gente all’ufficio postale? Ti porti il tuo bel cinesino smoccioloso e vedi come si libera subito la fila. Il vagone della metro è troppo affollato? Un bello starnuto e il gioco è fatto.

Ma perché porsi dei limiti. L’unico problema potrebbe essere il terrazzino non troppo ampio, ma se ce ne entrassero una decina, voi non avete idea delle possibili applicazioni pratiche. Si potrebbero mandare in visita al Campidoglio: vuoi scommettere che finalmente ci libereremmo della nostra (poco) amata sindaca? E poi potremmo mandarli in giro per gli stadi d’Italia. Rischio pandemia, blocco del campionato, classifica congelata ai punti esistenti, Lazio in Champions League. Potevo fare di questa aula sorda e grigia un bivacco di raffreddati! Datemi un manipolo di arditi starnutanti e conquisterò il mondo! Uno spettro (raffreddato) si aggira per l’Europa! Scaracchioni di tutto il mondo unitevi!

Ora vi saluto, stasera a cena fuori al ristorante. Cinese, ovviamente.

P.S. Tra Pechino e Canton c’è la stessa distanza che c’è fra Roma e Oslo. Non andare a mangiare dai cinesi perché c’è il Coronavirus, potrebbe essere come non andare a mangiare la carbonara a Testaccio perché i salmoni norvegesi sono inquinati.