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Il talento dei gabbiani

Tutte le cose che sappiamo in realtà sono come la superficie visibile di un iceberg sommerso. Ed ogni volta che accresciamo la nostra conoscenza comprendiamo meglio quanto in realtà non conosciamo, quanto ancora ci manca per arrivare a comprendere le cose, le situazioni, le persone. Tutto ciò che sappiamo non è che una percentuale infinitesimale di quel che potremmo e vorremmo conoscere. Però è “nostro”, è la confort zone, dove ci sentiamo a casa, lontani da brutte sorprese.

Tutte le cose che non sappiamo sono l’altro versante della luna, lo spazio aperto su cui lanciarsi, la strada da percorrere, la spinta ad andare avanti, ad andare oltre, a non accontentarsi di quel che già abbiamo. Tutto ciò che non sappiamo è il mondo che abbiamo di fronte, terreno sconosciuto, che forse non esploreremo mai, semplicemente perché non ci interessa. Perché in realtà forse tutte le cose che non sappiamo, sono proprie quelle che non vogliamo sapere, le situazioni che vogliamo evitare, le persone che non ci interessa conoscere.

E quindi, cari viaggiatori ermeneutici, che vogliamo fare: restiamo fra le cose, le situazioni, le persone già note o ci avventuriamo in quelle sconosciute? Restiamo nei confini o salpiamo in cerca delle Indie lontane? Ma soprattutto, la domanda che dobbiamo farci, abbiamo più voglia di vincere o più paura di perdere?

Come quei gabbiani in mezzo al mare, così stupidi da urlare, per la gioia di volare…

8 thoughts on “Il talento dei gabbiani

  1. Io decisamente ho più paura di perdere, ma anche di vincere… Non amo l’antagonismo a nessun livello. Non guardo le partite perchè so che una delle due squadre perderà, e questo mi fa stare male. Detesto le gare che disumanizzano le persone. Nelle scuole, sul lavoro, trovo orribile voler premiare qualcuno a discapito di altri. L’unico luogo dove vorrei la vera bravura è negli ospedali, nella sanità. In quanto al sapere…non vorrei mai sapere tutto, mi basta quel poco che basta, per me s’intende!!!

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  2. Certo che lasciare le nostre certezze, la nostra confort-zone non è facile : ci sono le nostre abitudini, le nostre parole, la nostra storia, la nostra vita. Ma a volte scatta qualcosa che ci fa andare avanti, cioè che ci fa capire che per continuare, per andare avanti, dobbiamo in un un certo senso lasciare le nostre certezze : per trovare qualcosa di nuovo e recuperarle poi in maniera diversa, nuova, più matura. Forse più bella!

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  3. In gioventù ho avuto una gran passione per la sapienza, ma avevo stomaco e denti indistruttibili, oggi riesco a dare solo qualche morsetto di tanto in tanto, e per digerire ci metto settimane.

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  4. Io sono senza ombra di dubbio una stanziale. Mi piace molto la mia routine, la casa, il giardino, il lavoro, l’amore. Non sono un’avventuriera e mi piace viaggiare a piccoli sorsi. Ogni cosa nuova, come andare in palestra, diventa presto parte della mia routine. Sperimento leggendo e scrivendo, le storie mi hanno sempre condotto altrove. La meditazione e le passeggiate mi portano nella parte più profonda di me stessa, dove vivono tutte le paure più nascoste. Insomma: bellissimo post, mi fai come sempre riflettere. ♥️🙏

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