Ma che te cori?

Io capisco lo sport, capisco il mantenersi in forma, per il colesterolo un po’ di moto è essenziale, anche per le vene varicose, le emorroidi e tante altre cose. Ma che ve correte? Improvvisamente vi siete tutti scoperti maratoneti, emuli di Forrest Gump, tifosi di Gelindo Bordin, seguaci di Abebe Bikila. Ma guardate che ve fa male eh! Soprattutto se non siete allenati, magari non vi prendete il virus, ma un bel coccolone non ve lo leva nessuno!

Che poi, come sempre da noi, soprattutto in situazioni come queste, visto che non potevamo prendercela con nessuno, ecco che questi Filippidi de noantri sono diventati i nuovi untori, i colpevoli di ogni nefandezza, dagli al corridore, vile e traditor! Ma sul serio pensate che la colpa della diffusione del virus sia da ascrivere a questi poveretti, sbuffanti come un facocero in calore, sudati e puzzolenti come un ornitorinco bagnato?

Che questa improvvisa voglia di correre sia abbastanza curiosa e certamente immotivata è un fatto. Ma se qualcuno non riesce a stare in casa tra mogli querule e figli petulanti, se trova in questo modo un buon motivo per farsi una doccia, diciamoci la verità, a parte il fatto antiestetico di vestirsi come un rumeno daltonico e ubriaco, che male fa? E non mi venite a dire “ma se tutti ci mettiamo a correre allora….” allora che? Se ognuno si mettesse a correre a dieci metri di distanza dagli altri, il mondo continuerebbe ad andare come va. Non mi pare che il virus si propaghi correndo! Cerchiamo di mantenere la lucidità, anche se mi rendo conto che non sia facile.

In definitiva, mi sembrano esagerati entrambi gli atteggiamenti e non mi voglio schierare né con i corridori, né con gli anticorridori. Da parte mia, da impenitente calciatore, se non ho una palla da rincorrere, non ci trovo alcun gusto. Una volta correvo dietro le belle fanciulle, oggi mi può capitare a volte la mattina. Dopo il caffè. Ma non per allenarmi……….

 

 

Salvate il soldato Tom

Tom Hanks è sopravvissuto quattro anni in un’isola da naufrago, è stato chiuso un anno intero dentro un aeroporto. Da giovane aveva dato la caccia ai fantasmi, quelli brutti, che fanno paura. Poi partendo da Grinbow, Alabama, ha corso due volte per tutti gli Stati Uniti, ha pescato gamberi con Buba dopo aver fatto la guerra in Vietnam con il tenente Done. Ha preso l’HIV a Philadelphia, ha fatto lo sbarco in Normandia e salvato il soldato Ryan. E’ stato sequestrato in una barca da pirati somali, è sopravvissuto nell’Apollo 13 in viaggio verso la luna e in un aereo ammarando nell’Hudson.
Regà, se muore col Coronavirus veramente so cazzi amari per tutti.

 

E tu, che perversione hai?

Ieri sera, tornando a casa in macchina, ho ascoltato a Radio Capital un’accorata difesa delle penne lisce. Ma ci rendiamo conto? D’altra parte mi ricordo di aver conosciuto qualcuno che fumava le Kim. Ve le ricordate le Kim? Era una roba veramente rivoltante, eppure c’era gente che se le comprava. E vogliamo parlare del Cumino? Ora, va be’ che tutti i gusti son gusti, ma diciamolo chiaramente: il cumino puzza di ascelle sudate. I cibi pervasi di cumino hanno lo stesso odore dei vestiti che escono dalla mia borsa del calcetto dopo la partita del giovedì. Vi piace l’odore delle canottiere sudate? E d’accordo, niente da ridire. Basta che non le strofinate sulle cose che mangio io.

Passando al vestiario ci sono certi (giuro, li ho visti) che mettono i sandali con i calzini, chi mette i calzini corti, alcuni persino bianchi e ora i ragazzi amano indossare scarpe chiuse, anche mocassini, solo con i fantasmini: la sagra della caviglia pelosa, potremmo chiamarla. Se pensiamo poi che c’è addirittura chi trova bello l’accostamento cromatico giallo rosso, capisci quanto possa essere vario (e anche un po’ avariato) il mondo.

Non parliamo poi della musica. Ho conosciuto gente che ascoltava Gigi D’Alessio e c’è chi, come quel gran minchione del mio amico Zeus ascolta il Death Metal, che è gradevole come il rumore del trapano dal dentista. Certi, invece del solito canarino o del simpatico pesce rosso, tengono in casa serpenti, alcuni persino delle iguane. Io non ho nulla contro le iguane, ma avete visto come ti guardano? Stessero a casa loro, ecco e non avrei proprio nulla da ridire! Per non parlare di quelli con i piercing: ma che ti dice la testa quando pensi di essere fico ficcandoti robe strane sulla lingua o in altre parti innominabili? Quindi, possiamo stupirci che qualcuno adori le penne lisce?

Ognuno ha i suoi gusti, ognuno ha le sue preferenze, che a volte sono palesemente in conflitto con il comune sentire. Ma d’altra parte, se a tutti piacessero le cosce di pollo, che ne faremmo dei petti? E se tutti amassimo il mare, immaginate che fila troveremmo sulla Pontina la domenica pomeriggio per rientrare a casa? Chi più, chi meno, ognuno ha le sue stranezze, i suoi gusti bizzarri. Pure io non faccio eccezione: da qualche tempo, mi sono accorto che la pasta al dente non mi piace più. Non dico che debba essere scotta, ovviamente aborro il “mappazzone” di pasta collosa, però diciamo che per essere perfetta deve avere il giusto tempo di cottura, che per me coincide su per giù con quei 30 secondi in più rispetto alla cifra indicata nella confezione. Ecco, ora l’ho detto!

E voi, lettori ermeneutici, quale perversione avete?

 

 

C’era un cinese in coma

“….e gridare aiuto, aiuto è scappato il leone. E vedere poi di nascosto l’effetto che fa”.

La paura comincia a diffondersi, il contagio, caccia all’untore, siamo di fronte ad una nuova epidemia? Gioia per i venditori di mascherine, disperazione nei negozi cinesi. Gli unici incerti sul contegno da tenere sono i negozi cinesi che vendono mascherine, che cominciano a soffrire di disturbo bipolare. Anche i no vax vacillano, Burioni se la ride.

Eppure c’è chi pensa alle straordinarie possibilità che si aprono in questo scenario: basterebbe affittare un paio di cinesi, farli dormire in mutande e canottiera sul balcone per un paio di giorni e quando sono belli raffreddati portarli in giro come arma di distrazione di massa. Immaginate i possibili utilizzi: trovi gente all’ufficio postale? Ti porti il tuo bel cinesino smoccioloso e vedi come si libera subito la fila. Il vagone della metro è troppo affollato? Un bello starnuto e il gioco è fatto.

Ma perché porsi dei limiti. L’unico problema potrebbe essere il terrazzino non troppo ampio, ma se ce ne entrassero una decina, voi non avete idea delle possibili applicazioni pratiche. Si potrebbero mandare in visita al Campidoglio: vuoi scommettere che finalmente ci libereremmo della nostra (poco) amata sindaca? E poi potremmo mandarli in giro per gli stadi d’Italia. Rischio pandemia, blocco del campionato, classifica congelata ai punti esistenti, Lazio in Champions League. Potevo fare di questa aula sorda e grigia un bivacco di raffreddati! Datemi un manipolo di arditi starnutanti e conquisterò il mondo! Uno spettro (raffreddato) si aggira per l’Europa! Scaracchioni di tutto il mondo unitevi!

Ora vi saluto, stasera a cena fuori al ristorante. Cinese, ovviamente.

P.S. Tra Pechino e Canton c’è la stessa distanza che c’è fra Roma e Oslo. Non andare a mangiare dai cinesi perché c’è il Coronavirus, potrebbe essere come non andare a mangiare la carbonara a Testaccio perché i salmoni norvegesi sono inquinati.

9 verità e 1 bugia

Notizie tratte dai quotidiani di questi ultimi giorni.

  1. Maternità, il governo vuole portarla a sei mesi, uno anche per il papà
  2. Arriva la cannabis a tavola, saranno disponibili olio, biscotti e altre prelibatezze
  3. Secondo Salvini l’antisemitismo in Italia sarebbe colpa degli immigrati mussulmani
  4. Grazie alle Sardine, boom di vendite di pesce azzurro in aumento di oltre il 15%
  5. La Lega dell’Emilia Romagna promette: se vinciamo le elezioni verrà offerta pizza e mortazza a tutti coloro che hanno aderito allo sciopero della fame per Salvini
  6. Salvini va in giro a citofonare alla gente chiedendo se in casa ci sono spacciatori
  7. Sui monopattini il ministro fa retromarcia: torna la sperimentazione
  8. A 12 anni va in ospedale per un mal di pancia e scopre di essere incinta
  9. Con 254 ore a testa, Roma è seconda al mondo solo dopo Bogotà per ore di traffico annue per ogni cittadino
  10. Maiale costretto a fare bungee-jumping per inaugurare un parco giochi in Cina

Sì, avete letto bene il titolo. Del resto chi non ha mai sognato di allargare la maternità ai papà? E fumarsi un bel biscotto la mattina dopo il caffè? Sulle esternazioni di Salvini e co. stendo un velo pietoso. Però mi avrebbe fatto piacere vedere un ministro che va in monopattino in retromarcia. Invece pensare ad un povero porcello che fa su e giù da un ponte mi intristisce molto.

Quanto alle ore di traffico io sono assolutamente fuori media: ho calcolato che ogni anno, andando ogni giorno da Montesacro all’Eur e ritorno, trascorro in macchina non meno di 400 ore. Che moltiplicato per gli anni in cui ho lavorato e quelli che ancora mi mancano significa che quando andrò in pensione avrò passato due anni in macchina. In conclusione, sarebbe stato meglio se fossero state 9 bugie e 1 verità!

 

La befana vien di notte

Quindi ci sarebbe questa brutta vecchietta. Ma non solo brutta, bruttissima, una befana, che se ne va in giro di notte con questo freddo e per giunta con le scarpe rotte. Ma non se ne va in giro che so, con l’autista e un comodo macchinone no! Se ne va in giro a cavallo di una scopa. Questa vecchietta brutta come un rutto d’oca, le scarpe rotte, se ne va in giro di notte con questo freddo, a cavallo di una scopa, per regalare dolci e giocattoli ai bambini buoni. Solo a quelli buoni, perché a quelli cattivi calci in culo. No, scherzo, per quelli cattivi, carbone. Dicono che contro l’aereofagia sia un portento. Magari quei bambini resteranno carogne, ma almeno eviteranno di scoreggiare.

Ma oltre ad essere brutta come un cesto di fave, andare in giro con le scarpe rotte, con questo freddo, a cavallo di una scopa, dove li va a mettere questi dolcetti per i bambini buoni? Non dentro una scatola o in una busta, no, troppo facile! Li metto dentro le calze. Ma certo, chi non mette dentro le calze dolci o giocattoli? Un posto davvero calzante.

Ecco, noi siamo cresciuti credendo a questo personaggio. E io voglio ancora crederci. Stanotte mi mettero alla finestra e aspetterò fiducioso il passaggio di questa simpatica vecchietta, brutta come la coccia del pecorino, con la sua scopa e i suoi regali. Del resto, se Trump si crede bello con quei capelli, io non posso credere alla befana?

Sarò allergico?

Il 24 sera, come da tradizione, abbiamo cominciato con le tartine al salmone e ai gamberetti, poi siamo passati al risotto alla marinara, quindi abbiamo proseguito con l’insalata di polpo e gamberi, per passare poi ai fritti vegetali e baccalà e concludere con i classici dolci pandoro, panettone, torrone. Il tutto accompagnato da un bel Vermentino di Sardegna. Tutto bene.

Per il Pranzo di Natale quest’anno siamo andati invece verso terreni nuovi. Dopo le tartine miste per l’antipasto, siamo passati alla pasta al forno, quindi maialino porchettato al forno con patate, ancora i fritti (erano avanzati, che fai non li mangi?) e poi di nuovo dolci natalizi, stavolta arricchiti dai biscotti fatti in casa da Ale, che con il vin santo sono proprio buoni buoni. Come vino siamo partiti con un Chianti, per passare poi ad un onesto Barbera. E tutto bene.

Per il pranzo di Santo Stefano abbiamo iniziato con delle uova alla tartara, veramente gustose, poi pennette al salmone e quindi rollè al forno e di seguito carciofi alla romana. Poi sono arrivati i fagiolini. E a quel punto ho avuto come l’impressione di implodere. E poi di esplodere. Sì, non andava affatto bene.

Ma non sarà che sono allergico ai fagiolini?