Toglietemi tutto! Ma….

  • Quindi è possibile stare appiccicati dentro il vagone di una metropolitana o dentro un autobus, ma 10 adulti che corrono in un campo di 60 metri quadri sono pericolosi.
  • Non la racconterei esattamente così.
  • Posso andare al supermercato o in un centro commerciale pieno di gente sconosciuta, ma se tiro calci a un pallone con gli stessi amici di sempre, divento pericoloso.
  • Cerca di ragionare, non fare il bambino! Di fronte a questa nuova ondata di contagi, mica si possono fermare i mezzi pubblici. O vorresti chiudere i negozi?
  • Non dico questo, ma perché solo il calcetto?
  • Qualcosa chi ci governa doveva pur farlo. E cos’altro poteva fare, se non andare a bloccare quelle attività che necessarie non sono?
  • Ma lo dici tu che non sono necessarie! Già non posso più andare allo stadio a vedere la mia Lazio. Il calcetto è indispensabile, per la salute fisica e mentale.
  • Esagerato! Trovati un altro sport, un hobby diverso. Colleziona francobolli!
  • Per carità! Vuoi farmi pensare alle Poste anche quando mi devo svagare?
  • D’estate vai in bicicletta….
  • Sì, d’estate. Ma è un po’ come la Formula Uno: giri, giri, però non fai mai goal.
  • Ma tu con questo calcio sei malato! Devi pensare ad altro, allargare i tuoi orizzonti, concentrarti su cose più importanti. Per esempio, non hai delle azioni? Controlla l’andamento della borsa.
  • Dici che è divertente?
  • Ti assicuro! E’ una cosa che ti prende. Anche perché ogni giorno c’è una novità.
  • Ma forse hai ragione, basta calcio, basta partite.
  • Oggi per esempio c’è stato un grande trambusto, è stata una giornata difficile, con l’indice che andava su e giù. Alla fine ha perso.
  • Ha perso? E chi ha segnato?

I giapponesi mica lo sanno. E neanche Virginia

La verità è che nessuno di noi ha piena consapevolezza di se stesso. E’ ovvio, nessuno riesce ad uscire da sé per guardarsi dalla stessa angolazione in cui ci vedono gli altri. Persino la nostra voce è differente da quello che pensiamo, da come la sentiamo mentre parliamo. Ci avete fatto caso? Quando vi riascoltate in un video o in una registrazione, la nostra voce risuona diversa da quella che siamo abituati a sentire.

Un esempio lampante, secondo me, sono i cartoni giapponesi. Nessuno, né nei cartoni animati in TV, né nei manga cartacei, nessuno dei personaggi ha gli occhi a mandorla.

In rete ho letto spiegazioni fantasiose su questo fatto: sarebbero disegnati per un pubblico occidentale, avrebbero come riferimento i cartoni della Disney…tutte cose arzigogolate. Secondo me la realtà è molto più semplice: nell’astrazione di sé, i giapponesi non vedono il loro difetto e si immaginano con gli occhi tondi e grandi. Un po’ come Igor nella famosa scena di Frankenstein Junior

Non vediamo i nostri difetti, semplicemente perché non siamo in grado di vederci come ci vedono gli altri. Per questo non siamo in grado di valutarci in maniera equilibrata, in modo spassionato e più aderente alla realtà. E allora, come pretendiamo che il peggiore, il più inetto, il più incapace sindaco della storia della capitale, possa capire che si deve togliere dai piedi al più presto???

La verità, vogliamo la verità!

Io vorrei tanto sapere cos’è successo…ci sarà di mezzo una scommessa non onorata? Un patto violato, un impegno non mantenuto, una promessa tradita? Forse è una vendetta trasversale, una questione di malavita o un affare di donne?

Noi dobbiamo sapere la verità! Gli doveva dei soldi? Gli ha rubato la fidanzata? Ha dato fuoco alla sua casa al mare? Gli ha bucato le gomme della bicicletta? Gli ha fatto la pipì sui geranei?

Non è una fatto di poco conto, senza dubbio. Gli avrà attaccato le caccole nel sedile dell’auto nuova? Gli avrà fatto uno scureggia nel cuscino? E’ andato in giro dicendo che gli puzzano i piedi? Gli ha investito il cane? Ha fatto delle avances a sua nonna?

Insomma, esattamente, cosa gli aveva fatto Caruso a Jovanotti???

Tutte le mie manie (per tacer del cane)

Una delle eredità più nefaste che ci lascerà questo maledetto virus sarà l’emergere ed il consolidarsi di psicosi collettive. Ognuno di noi ha delle radicate convinzioni, dei modi di fare e di pensare, il più delle volte basati su esperienze, conoscenze dirette o indirette, che hanno una qualche base certa. Ci sono poi idee fisse o meglio vere e proprie manie, che non hanno fondamento alcuno o se pure ce l’hanno, vengono esagerate dalle nostre nevrosi.

Come Rose (la mia cagnetta) che ha paura del vento. E’ un cane coraggioso, non ha paura dei botti, né dei temporali, affronta colossi 10 volti più grandi di lei con sfacciataggine, ma se c’è una alito di vento che fa muovere una tenda o sbattere una finestra, te la ritrovi tremante dentro la cuccia. Un po’ come vorrei fare io quando devo farmi un prelievo del sangue.

Già li vedo i maniaci del distanziamento, gli squilibrati che se potessero si metterebbero le mascherine di amianto, anzi andrebbero in giro con lo scafandro da sub, che temono il contatto anche visivo. Vi vedo, disturbati mentali, contenti che questo virus finalmente (nella vostra testa bacata) ha ristabilito le giuste distanze fra voi e il mondo (ostile, brutto, cattivo e soprattutto infetto). Al contrario vedo anche tutti coloro che non riescono a parlare senza toccare l’interlocutore, secondo i quali il giusto distanziamento equivale a una sorta di rapporto sessuale. In questo momento devono reprimersi, sono frustrati dalla situazione attuale e perciò diventano mine vaganti, pronti ad esplodere attaccandosi agli altri come patelle ad uno scoglio. L’incontro fra i due archetipi ha segnato una delle gag più esilaranti della comicità cinematogafica.

Che poi, per carità, ognuno ha le sue. Io ad esempio diffido delle persone che puzzano e degli uomini che non hanno la patente (sono maschilista, le donne che non guidano non mi danno la stessa inquietudine. Quelle che puzzano però sì). Potrai essere la persona più amabile di questo mondo, la più colta, ironica, generosa, ma se non ti lavi o se non sai portare la macchina il mio sesto senso entra in allarme, suona un campanello inconscio che mi dice “attenzione Rò, stanne alla larga, nun te fidà”. Chissà, magari tra un po’ mia figlia che studia per diventare psicologa potrà spiegarmi le vere ragioni, ammesso che ce ne siano. Fino a quel momento portiamo pazienza e speriamo che il virus non abbia fatto troppi danni. Anche se in realtà temo proprio il contrario.

Posto fisso, partite Iva, odiatori seriali e altre fantastiche creature

I titolari di stipendio fisso, autoproclamatisi unici pagatori di tasse nel nostro Paese, contro le partite IVA, evasori fiscali conclamati: Se ci sono stati tutti quei morti per i tagli alla sanità è colpa vostra che non pagate le tasse! L’anno scorso hai dichiarato diecimila euro, com’è che ora in due mesi dici di averne persi venti?

Le partite IVA, autoproclamatisi unici lavoratori nel nostro Paese, contro quegli scansafatiche del posto fisso che rubano i soldi non facendo una beneamata ceppa dalla mattina alla sera: Che vi importa a voi della pandemia, tanto il 27 del mese comunque vi arriva lo stipendio sul conto! Tu dici di pagare le tasse, ma poi hai fatto imbiancare il salotto senza fattura!

Senza dimenticare i delatori da mancanza di mascherina, quelli che denunciano i vicini rei di barbecue, i fun di Burioni contro i no vax, i leghisti contro a prescindere, chi vuole ricominciare il campionato contro chi vuole finirla qui, bella ciao dal balcone contro runner impenitenti, amanti di Teams contro amici di Zoom, Samsung contro Iphone, apriamo i barbieri chiudiamo le messe, viva il papa, no meglio quell’altro.

Insomma, che la pandemia ci facesse comprendere che siamo tutti nella stessa barca era auspicabile. Che questa disgrazia planetaria accomunasse le persone nella difficoltà era augurabile. Che ci rendesse più buoni, va be’ era utopistico. Ma che addirittura tirasse fuori i peggiori istinti, scatenando questo tutti contro tutti, magari potevamo evitarlo.

Siamo riusciti a dividerci e ad insultarci anche sull’unica bella notizia, che avrebbe potuto accomunare tutti quanti: Silvia Romano, una giovane ragazza liberata dopo un rapimento durato un anno e mezzo. Per evitare di scendere sullo stesso piano di mentecatti decerebrati craniolesi, non voglio commentare, non conoscendo i fatti, la sua conversione all’Islam, anche perché non cambia di una virgola il discorso. Parliamo invece dello “scandalo riscatto”.

Ed io, proprio per superare questo clima d’odio, invece di abbandonarmi al turpiloquio (oddio, quanto mi andrebbe!), vorrei fare un gesto pacificatorio. Vorrei tranquillizzare quelli odiatori seriali, preoccupati che i soldi spesi per liberarla serviranno a comprare armi per la Jahad. State sereni, quei soldi torneranno da noi. Potete dormire sonni tranquilli! Considerando che siamo uno dei Paese in cima alla classifica della vendita di armi ai Paesi del terzo mondo, quei soldi torneranno all’ovile. E anche voi, tornate al vostro mojto mentre sfogliate Libero, che domani magari, dopo la carriera da virologi e quella da negoziatori internazionali, chissà a quale altro delicatissimo incarico di fiducia sarete chiamati!

Ancora suggerimenti per sopravvivere a FB (stavolta in italoamericano)

La piccola guida all’uso dei social ha avuto grandi apprezzamenti, addirittura anche dall’altra parte del mondo. Ho ricevuto un appello da parte di un anonimo lettore a stelle e strisce, che vorrebbe aggiungere questo suggerimento, che vi propongo qui sotto. Infatti, chi sono io per frustrare le legittime aspirazioni dei miei lettori d’oltreoceano? Ecco dunque la riproposizione fedele della sua missiva….

Dear Traveller Ermeneutico,

I read with molta soddisfazione your little guide for survivor to the social network, but I want aggiungere just antoher counsil. There are un sacco di tempo free, in this giorni di pandemia. But there are pure un sacco di breaking of balls da parte di friends che dont’ have una fava to make all the day. Social Network are un modo to spend the time che ti avanza? Ok, pure io like social network! But it’s possible that I must pay attention to every fucking like, or every cazz di commento che lascio, che subito you begin to send me a little game, stupid quiz, chain of Sant’antonio, how much triangoli ce stanno, fai un salto fanne another, make the penitence, make the riverence? Don’t se ne po’ more! That’s enough! Tanto tanto enough.

If you have a lot of tempo libero, make sudoku, give a new life of your Tamakogi che sta close nel cassetto, play with your cat, count how much yellow card passano under your windows, sing in the rain, e se non c’è rain try under the doccia, give a water to the geranei, make a solitary game with the card, listen Radio Maria, turn to your house with aspirapolvere, pull outside your armandio quel old puzzle che don’t sei never stato capace to finish. In conclusion, there are un sacco di thinks that you can make in this day. The important is that you finish to sfracassare my balls anymore. Understand?

Mi sento di sottoscrivere questo parco suggerimento, cari lettori ermeneutici. Coi giochino su FB famo basta. O come dice l’anonimo lettore americano, that’s enough!

 

Piccola guida di sopravvivenza ai social (al tempo del Coronavirus)

Sapete ormai da tempo, cari viaggiatori ermeneutici, che la missione che mi sono dato su questa terra è spandere luce e dolcezza. Tuttavia devo ammettere che quest’isolamento, fra i vari effetti collaterali, mi sta sviluppando un’insofferenza sempre più marcata verso diverse categorie di soggetti che già normalmente sopporto a fatica.

Forse in periodi normali non ho tutto questo tempo a disposizione per imbattermi in loro. Forse sempre questo isolamento accentua proprio quelle caratteristiche che urtano il mio sistema nervoso. Insomma, sarò io che ne vedo di più, saranno loro che spuntano come i funghi dopo un acquazzone estivo, sarà quel che sarà, ma la capacità di certuni di mettersi a ballare una rumba sul mio apparato riproduttivo, in questi tempi, si è largamente sviluppata.

Che fare dunque? Ignorare, mi direte voi. La parola è d’argento, il silenzio è d’oro, direbbe il mio amico Filippo. Non ti curar di lor ma guarda e passa, aveva detto a suo tempo il sommo poeta. Se entri in discussione con un idiota, l’idiota sei tu. Tutto giusto, tutto vero. Ma il prurito? Quell’insanabile, esacerbante, virulento prurito alle mani che ti viene quando leggi certe cose, non si riesce mica a calmare con una semplice alzata di sopracciglia. Non in certi casi. Non sempre, almeno.

E così ho deciso di stendere questa breve guida che spero possa esservi utile, per alleviare quella sensazione urticante che insorge alla lettura di certe affermazioni, senza trascendere in insulti triviali (che comunque, a volte, hanno il loro perché). Di seguito le categorie più fastidiose ed irritanti e le possibili risposte

I complottisti. “Tutti ad aspettare il vaccino, ma lo sapete che quando ci vaccinano inseriscono dei microchip sottocutanei per tenerci sotto controllo?” Cosa rispondere ad affermazioni di questo genere? Cosa replicare a gente che pensa che il Covid si diffonda con le antenne del 5G o che sia uno degli effetti delle scie chimiche? In questo caso il mio rimedio è il rilancio esagerato. “Ma no, quale microchip! Lo sanno tutti che i Vaccini sono una sostanza aliena per introdurre nel nostro pianeta le armate di Vega! Diffidiamo dei vegani, lo diceva anche Goldrake

I benaltristi. “Sì, d’accordo il governo sta prendendo provvedimenti, ma quello che ci vorrebbe è ben altro“. Secondo questi tipi qualsiasi cosa si faccia non va bene, non basta, non affronta i veri problemi. Che sono sempre “ben altri”! Nessuno mette in dubbio che in (quasi) tutte le situazioni si potrebbe fare di più e meglio, ma obiettivamente, in questa emergenza, siamo sicuri che qualcuno avrebbe potuto fare cose diverse e migliori di queste? Anche in questo caso sarei per il rilancio esagerato: “E allora i marò? E allora il PD?

Gli sputasentenze. “Non date retta a questi tromboni che vivono in televisione. Il bicarbonato! Il virus si batte con il bicarbonato!” Qui davvero abbiamo la fantasia al potere! In tempi normali in Italia ci sono 60 milioni di CT della nazionale di calcio, ma oggi abbiamo schiere di virologi, torme di economisti, esperti de staceppa, che ti spiegano la rava e la fava della qualunque. Ovviamente con tono polemico verso il povero professore di turno, reo di essere, a seconda dei casi, servo delle industrie farmaceutiche, schiavo delle potenze plutocratiche europee, affiliato ai Savi di Sion, spia al soldo di Soros. Con loro la strategia dell’esagerare non funziona. Loro sono oltre, loro sono l’esagerazione! La risposta giusta sarebbe una gran pernacchia, alla Totò. In alternativa professatevi pastafariani e assumete un atteggiamento ipercritico, dicendo che non credete a null’altro che non sia vagamente somigliante agli spaghetti con il ragù.

Gli opportunisti. Io capisco che le persone stiano in difficolta, alcune piu di altre (sfatiamo il mito del siamo tutti nella stessa barca. Siamo tutti nella stessa tempesta, solo che qualcuno ha uno yacht e qualcun’altro una scialuppa bucata), ma vedere questa corsa al rimborso mi dà veramente un fastidio epidermico. Hai pagato la palestra fino a giugno? Peggio per te, fatti un po’ di flessioni in salotto e non rompere gli zebedei. Ripeto, chi soffre ad arrivare a fine mese, chi non potendo lavorare non ha alcuna entrata, può anzi deve fare di tutto per cercare di limitare i danni. Ma leggere che 356 notai hanno richiesto il sussidio dei 600 euro…..Replicare significa andare in polemica pesante, si rischia di sentirsi rispondere “certo, tu fai il superiore perché comunque hai lo stipendio fisso“. Né serve troppo provare a farli ragionare, dicendo che ad esempio, anche le palestre, pur essendo chiuse, dovranno pagare gli stipendi a chi ci lavora. Per il momento non ho avuto risposte adatte e quindi mi limito a non replicare, ma temo che prima o poi il prurito tracimerà ed io rischierò di rovinare amicizie di vecchia data.

I somari. Su questa categoria cosa vogliamo aggiungere? Un errore ogni tanto passi, una svista di distrazione ci sta, ma quando non riesci a mettere tre parole in croce, perché non astenersi? Perché perseverare? E niente, anche con loro se non volete rischiare di fare le maestrine, conviene evitare qualsiasi replica. Bisogna chiudere gli occhi, far finta di non aver visto e passare oltre. Ce la faremo? E’ dura, ma sì, ce la faremo

 

 

Ma che te cori?

Io capisco lo sport, capisco il mantenersi in forma, per il colesterolo un po’ di moto è essenziale, anche per le vene varicose, le emorroidi e tante altre cose. Ma che ve correte? Improvvisamente vi siete tutti scoperti maratoneti, emuli di Forrest Gump, tifosi di Gelindo Bordin, seguaci di Abebe Bikila. Ma guardate che ve fa male eh! Soprattutto se non siete allenati, magari non vi prendete il virus, ma un bel coccolone non ve lo leva nessuno!

Che poi, come sempre da noi, soprattutto in situazioni come queste, visto che non potevamo prendercela con nessuno, ecco che questi Filippidi de noantri sono diventati i nuovi untori, i colpevoli di ogni nefandezza, dagli al corridore, vile e traditor! Ma sul serio pensate che la colpa della diffusione del virus sia da ascrivere a questi poveretti, sbuffanti come un facocero in calore, sudati e puzzolenti come un ornitorinco bagnato?

Che questa improvvisa voglia di correre sia abbastanza curiosa e certamente immotivata è un fatto. Ma se qualcuno non riesce a stare in casa tra mogli querule e figli petulanti, se trova in questo modo un buon motivo per farsi una doccia, diciamoci la verità, a parte il fatto antiestetico di vestirsi come un rumeno daltonico e ubriaco, che male fa? E non mi venite a dire “ma se tutti ci mettiamo a correre allora….” allora che? Se ognuno si mettesse a correre a dieci metri di distanza dagli altri, il mondo continuerebbe ad andare come va. Non mi pare che il virus si propaghi correndo! Cerchiamo di mantenere la lucidità, anche se mi rendo conto che non sia facile.

In definitiva, mi sembrano esagerati entrambi gli atteggiamenti e non mi voglio schierare né con i corridori, né con gli anticorridori. Da parte mia, da impenitente calciatore, se non ho una palla da rincorrere, non ci trovo alcun gusto. Una volta correvo dietro le belle fanciulle, oggi mi può capitare a volte la mattina. Dopo il caffè. Ma non per allenarmi……….

 

 

Salvate il soldato Tom

Tom Hanks è sopravvissuto quattro anni in un’isola da naufrago, è stato chiuso un anno intero dentro un aeroporto. Da giovane aveva dato la caccia ai fantasmi, quelli brutti, che fanno paura. Poi partendo da Grinbow, Alabama, ha corso due volte per tutti gli Stati Uniti, ha pescato gamberi con Buba dopo aver fatto la guerra in Vietnam con il tenente Done. Ha preso l’HIV a Philadelphia, ha fatto lo sbarco in Normandia e salvato il soldato Ryan. E’ stato sequestrato in una barca da pirati somali, è sopravvissuto nell’Apollo 13 in viaggio verso la luna e in un aereo ammarando nell’Hudson.
Regà, se muore col Coronavirus veramente so cazzi amari per tutti.

 

E tu, che perversione hai?

Ieri sera, tornando a casa in macchina, ho ascoltato a Radio Capital un’accorata difesa delle penne lisce. Ma ci rendiamo conto? D’altra parte mi ricordo di aver conosciuto qualcuno che fumava le Kim. Ve le ricordate le Kim? Era una roba veramente rivoltante, eppure c’era gente che se le comprava. E vogliamo parlare del Cumino? Ora, va be’ che tutti i gusti son gusti, ma diciamolo chiaramente: il cumino puzza di ascelle sudate. I cibi pervasi di cumino hanno lo stesso odore dei vestiti che escono dalla mia borsa del calcetto dopo la partita del giovedì. Vi piace l’odore delle canottiere sudate? E d’accordo, niente da ridire. Basta che non le strofinate sulle cose che mangio io.

Passando al vestiario ci sono certi (giuro, li ho visti) che mettono i sandali con i calzini, chi mette i calzini corti, alcuni persino bianchi e ora i ragazzi amano indossare scarpe chiuse, anche mocassini, solo con i fantasmini: la sagra della caviglia pelosa, potremmo chiamarla. Se pensiamo poi che c’è addirittura chi trova bello l’accostamento cromatico giallo rosso, capisci quanto possa essere vario (e anche un po’ avariato) il mondo.

Non parliamo poi della musica. Ho conosciuto gente che ascoltava Gigi D’Alessio e c’è chi, come quel gran minchione del mio amico Zeus ascolta il Death Metal, che è gradevole come il rumore del trapano dal dentista. Certi, invece del solito canarino o del simpatico pesce rosso, tengono in casa serpenti, alcuni persino delle iguane. Io non ho nulla contro le iguane, ma avete visto come ti guardano? Stessero a casa loro, ecco e non avrei proprio nulla da ridire! Per non parlare di quelli con i piercing: ma che ti dice la testa quando pensi di essere fico ficcandoti robe strane sulla lingua o in altre parti innominabili? Quindi, possiamo stupirci che qualcuno adori le penne lisce?

Ognuno ha i suoi gusti, ognuno ha le sue preferenze, che a volte sono palesemente in conflitto con il comune sentire. Ma d’altra parte, se a tutti piacessero le cosce di pollo, che ne faremmo dei petti? E se tutti amassimo il mare, immaginate che fila troveremmo sulla Pontina la domenica pomeriggio per rientrare a casa? Chi più, chi meno, ognuno ha le sue stranezze, i suoi gusti bizzarri. Pure io non faccio eccezione: da qualche tempo, mi sono accorto che la pasta al dente non mi piace più. Non dico che debba essere scotta, ovviamente aborro il “mappazzone” di pasta collosa, però diciamo che per essere perfetta deve avere il giusto tempo di cottura, che per me coincide su per giù con quei 30 secondi in più rispetto alla cifra indicata nella confezione. Ecco, ora l’ho detto!

E voi, lettori ermeneutici, quale perversione avete?