Scrivi la tua guida pratica per stabilire confini sani nelle relazioni.
WordPress ci stuzzica quotidianamente a dire la nostra su questo o su quell’argomento. Di solito mi vengono in mente risposte che poi regolarmente non approfondisco, se non nei commenti al blog della mia amica MiTaccio, o a quello dell’altra mia amica Valeria, che invece tirano sempre fuori spunti arguti e intelligenti.
Oggi però il tema era particolarmente stimolante, anche perché – ormai lo sapete – mi piace molto scrivere guide pratiche, sui temi più svariati: un giorno ne scriverò uno su come costruire cancelli, datemi tempo! Ma come si fa a scrivere una guida pratica per stabilire confini? Da che mondo è mondo i confini sono labili e soggetti a cambiamenti, anche cruenti, quando qualcuno reclama un luogo che pensa debba essere suo e l’altro ovviamente non glielo vuole lasciare. E così nascono le guerre, come ci stanno ricordando il simpatico Putin e l’altrettanto simpatico Zalensky.
Tra l’altro questa guida dovrebbe servire a stabilire confini “sani” nelle relazioni. Forse l’intendimento è creare confini per “relazioni sane”: ma esistono? Senza dubbio ci sono relazioni tossiche, da cui dobbiamo fuggire a gambe levate, fregandocene anche dei confini che lasceremo sguarniti, ma invece è possibile stabilire confini per relazioni sane? Dipende che si intende, mi verrebbe da dire. Come si misura la sanità di un rapporto? Se non se ne può fare a meno? O al contrario, se possiamo prendercene una pausa? E’ sano un rapporto che mi rende felice? O basta uno che non mi faccia soffrire?
La sanità del corpo si acquisisce e si mantiene una volta sviluppati anticorpi che ci fanno affrontare e superare indenni gli attacchi esterni. Un corpo mantenuto sotto una campana di vetro, senza contatti con l’esterno probabilmente è apparentemente sano, ma basta un alito di vento per farlo ammalare. Invece bisogna uscire dalle zone protette, bisogna infettarsi, ammalarsi, così da fare in modo che il corpo reagisca e sviluppi le difese interne per sconfiggere gli attacchi esterni.
Quindi cari viaggiatori ermeneutici questa guida non guida da nessuna parte, perché ho forti dubbi che esitano confini sani per le relazioni. E seppure esistessero dubito possano essere utili. Le relazioni sono indispensabili per non chiuderci dentro gabbie più o meno dorate, più o meno sicure, ma che esistano confini per renderle perfette temo sia una pia illusione. Con la persona che ci sta accanto, con i figli, con gli amici, con i genitori, le sorelle e i fratelli (quelli di sangue e quelli di elezione), continueremo a invaderci, più o meno pacificamente, spostando di qua e di là i confini, nella speranza di fare il meglio possibile, o almeno di fare meno danni possibile.
E se proprio volete una guida per tracciare un confine – che però ho molta difficoltà a definire “sano” – allora guardate il vostro cane, se avete la fortuna di averne uno. Lui vi ama senza limiti e confini, senza neanche immaginare che si possa fare a meno di voi. Incondizionatamente, immotivatamente, come foste il primo, l’ultimo, ogni cosa. Un po’ come canta il grande Barry White!







