Lasciata la rovente Siviglia con un paio d’ore di strada abbastanza comoda siamo arrivati a Faro, capoluogo dell’Algarve, baricentrico rispetto alle molte spiagge che offre la regione. Da Faro al confine spagnolo è la regione del “sotovento”, con spiagge abbastanza comode, lunghe e pianeggianti e un mare solitamente tranquillo e non molto ventoso. Al contrario, la parte che va da Faro alla punta estrema occidentale è il “sopravento”, con spiagge solitamente lontane dalla strada e un paesaggio roccioso fatto di Falesie molto spettacolari.
Il primo giorno siamo stati a Praia do Ancao, una delle spiagge più vicine a Faro: mare da cartolina, spiaggia attrezzata con lettini e ombrelloni, molto tranquilla, frequentata soprattutto da famiglie con bambini. Nonostante tutto ciò, ci si rende subito conto che l’oceano non è il “mare nostrum”: come tra bufalo e locomotiva, la differenza salta agli occhi! Correnti forti, mare scuro subito profondo con correnti molto forti anche quando non è particolarmente agitato, temperatura fredda, nulla a che vedere con quello a cui siamo abitati nei nostri lidi (ma anche in quelli greci o nelle baleari). E quindi bagnetto veloce e poi tanto sole sui lettini!


Il giorno dopo ci siamo spostati verso Albufeira per arrivare forse alla meta più famosa di tutto l’Algarve: Praia Marinha, che la guida Michelin inserisce nell’elenco delle 10 spiagge più belle d’Europa. La spiaggia in sé per sé è una piccola lingua di terra, incastrata fra imponenti scogliere. La vista dall’alto lungo un sentiero panoramico è spettacolare, con una scala abbastanza comoda si scende e con la bassa marea ci si può arrivare anche a piedi. L’ideale sarebbe stato avere una barca, anche per visitare le grotte di Benagil, che si trovano nei pressi, ma noi abbiamo preferito un bagno e un po’ di sole.




Nel pomeriggio ci siamo spostati ad Albufeira, il centro della movida giovanile dell’Algarve. Ci siamo affacciati anche nella spiaggia cittadina, la Praia dos Pescadores, molto attrezzata con un campo da beach Volley con tanto di tribune, giochi acquatici e tanti inglesi già ubriachi alle 4 di pomeriggio. La cittadina però, seppur molto turistica, vale la pena vederla. La sconsiglierei come base d’appoggio per diversi giorni, a meno ché non si voglia vivere una vacanza in stile riviera Romagnola.
Per la terza spiaggia che avevamo scelto ci siamo spostati di nuovo verso il confine spagnolo: Praia do Barril si trova vicino a Tavira. Spiaggia molto lunga facilmente raggiungibile tramite un trenino (3 euro il biglietto) o con una passeggiata di circa un chilometro e mezzo. Anche qui c’è una zona attrezzata con ombrelloni e lettini e diversi ristoranti. Molto caratteristica una serie di ancore conficcate nella sabbia. La giornata inizialmente era molto nuvolosa, ma nel pomeriggio, grazie al vento continuo, si è aperta ed è uscito un bel sole.




Per l’ultima spiaggia del nostro soggiorno siamo tornati verso Albufeira, in un altro dei posti più famosi dell’Algarve, la Praia da Falesia. Come dice il nome si tratta di una lunga striscia di sabbia (complessivamente di oltre 10 chilometri) sostenuta da scogliere mozzafiato bianche e ocra, scavate dal tempo, dal vento e dal mare con forme intriganti.



Ce ne sarebbero molte altre (la parte più occidentale era troppo lontana), ma penso che siamo comunque riusciti a vedere le più significative. E poi, tra un baccalà e un polpo arrostito, dobbiamo proseguire il viaggio verso Lisbona. Non prima però di fare una sosta ad Evora, graziosa cittadina dell’entroterra, nella regione dell’Alentejo, di strada per arrivare nella capitale lusitana. Molto bella la cattedrale e i resti di un tempio romano.





Altra cosa da visitare è la Chiesa di San Francesco, con l’inquietante Cappella delle Ossa, completamente adornata da scheletri!


Ed ora siamo pronti per Lisboa!


















