Consigli di lettura non troppo (ma un po’ sì) richiesti. 27/ Langan, Rash, Everett, Lang

Nella mia bacheca di FB alcune giovin donzelle mi richiamano ai miei doveri. Quelli di diffondere luce e dolcezza, direte voi? No – cioè anche quelli – ma nella fattispecie piuttosto quelli di diffondere consigli di lettura. Ecco perché ho dovuto fare una piccola precisazione al titolo di questa rubrichetta del blog. Considerando che è passato qualche mese dagli ultimi consigli, come la volta scorsa voglio esagerare e vi segnalo 4 romanzi e per aiutarvi nella scelta alla fine li sintetizzo con un unico aggettivo.

Partiamo con la provincia americana, il profondo sud e la sua montagna di pregiudizi, nascosti nel perbenismo imperante: ricchi e arricchiti, cerchie ristrette e forestieri, così che la problematica razziale (anch’essa presente) diventa solo una sfaccettatura di una problematica molto più ampia. I buoni vicini di Sarah Langan racconta con tono soave, quasi idilliaco, le paure e le cattiverie che si nascondono appena sotto una leggerissima patina di buone maniere. Nel mondo degli adulti i buoni vicini diventano i peggiori nemici e chi ne fa le spese è l’innocenza dei ragazzi, la cui unica posibilità è quella di provare a non diventare come loro. Amaro

Con Un piede in paradiso di Ron Rash torniamo agli anni 50. Sempre provincia americana, ma siamo fra gli Appalachi, in mezzo ad una natura incontaminata: un posto che potrebbe essere il paradiso dove però si consuma un dramma, figlio di una guerra combattuta dall’altra parte del mondo. Temi solitamente affrontati parlando dei reduci del Vietnam: qui sono reduci della Corea, una guerra dimenticata, ma le dinamiche sono le stesse. Un’unica storia, uguale e diversa perché raccontata dai diversi punti di vista dei protagonisti che ne danno ognuno una sua lettura ed una sua verità. Avvincente.

Un romanzo davvero originale è Telefono di Percival Everett. Anche questo ambientato negli States, in California, ma anche in quel west ancora selvaggio al confine con il Messico, che almeno per me non smette di avere un grandissimo fascino. Una storia molto originale, quasi onirica, che racconta di questo moderno Don Chisciotte che per darsi una nuova ragione di vita si lancia contro i moderni mulini a vento impersonati nei trafficanti di esseri umani. Come finisce? E qui è il bello! Quel mattacchione dell’autore ha scritto diversi finali e quindi, casualmente, in base alla copia che acquisterete, troverete finali differenti. Che in ogni caso non cambieranno l’originalità di questo racconto. Intrigante.

Per concludere la carrellata andiamo in Francia con La tentazione di Luc Lang. Romanzo impegnativo, incentrato sul rapporto padri – figli, ma con interessanti riflessioni sulla relazione uomo e animale, in cui si riflettono crudeltà e tenerezza che caratterizzano entrambi i rapporti. La voce narrante del protagonista analizza con lucidità le contraddizioni della sua esistenza, senza soluzioni e senza redenzione. Spietato.

Buona lettura!

Consigli di lettura non richiesti / 26. Wilson, Woods, Rosof, Cleave

Da qualche tempo mi sono iscritto ad una newsletter della rivista Internazionale, dedicata agli Stati Uniti (giust’appunto si intitola Americana). Ogni domenica racconta i principali fatti accaduti negli States e ha degli approfondimenti molto interessanti su fatti accaduti nel passato, che hanno un qualche rapporto con l’attualità. Nell’ultimo numero prima delle vacanze riferisce l’usanza dei presidenti di raccontare le loro letture: da quelle si poteva ricostruire gli interessi privati di queste grandi figure pubbliche. Dai tempi di Lincoln fino a Nixon, Reagan, Clinton, Obama: quest’ultimo poi, ogni anno dal 2009, scrive un articolo in cui descrive quali saranno le sue letture estive, un po’ una sorta di consigli di lettura.

E così mi sono detto, ma se lo fa il good-old Barack, perché io no? E quindi ho riesumato questa rubrichetta del blog che ogni tanto, in modo del tutto non richiesto, vi racconta i miei consigli di lettura, stavolta da utilizzare sotto l’ombrellone.

Partiamo con Kevin Wilson ed il suo I bambini sono calmi. Romanzo molto divertente che allo stesso tempo fa riflettere: un’amicizia nata fra i banchi di scuola, due amiche che hanno preso strade diverse, anche per una scelta fatta allora, che ne ha condizionato i percorsi. Una strana richiesta che porta una delle due, la protagonista che racconta in prima persona tutta la storia, ad accudire due bambini apparentemente normali. Basta non farli innervosire, altrimenti prendono fuoco! Dentro questo paradosso, metafora di tante difficoltà di un’infanzia difficile, il lettore viene proiettato in un susseguirsi di vicende fino alla non così banale conclusione della storia. Molto bello, vi assicuro che non riuscirete a staccarvi fino alla fine.

Passiamo a John Woods, con Lady Chevy, un romanzo di tutt’altro tono e sapore. Se il primo va giù liscio come uno Spritz, quest’altro ha bisogno invece di un buon digestivo di acocmpagnamento. Specchio dell’America attuale, delle sue fobie, delle sue grandi contraddizioni, racconta la storia di un’adolescente alle prese con problemi più grandi di lei, (un disastro ecologico, un omicidio involontario, un senso di colpa enorme) e soprattutto una serie di adulti che non le sono di nessun aiuto. Molto bello anche questo, nonostante l’amaro che vi lascerà in bocca.

Con Meg Rosof ed il suo Un attimo perfetto, torniamo invece a temi più leggeri. Romanzo che racconta la storia di un’estate e di una vacanza familiare, sempre con una ragazza adolescente come voce narrante. In questa numerosa famiglia allargata accadono fatti che segneranno per sempre il futuro di molti e faranno uscire la protagonista dall’innocenza per proiettarla nel caotico mondo degli adulti. Una storia molto bella, che riesce ad essere originale, pur nel pieno solco della tradizione dei romanzi di formazione (che come avrete intuito, mi piacciono molto).

Termino questa carrellata di consigli con Chris Cleave ed il suo I coraggiosi saranno perdonati. Romanzo ambientato a Londra (e poi in parte a Malta) agli inizi della seconda guerra mondiale, con i bombardamenti sulla capitale inglese e quella paura di un’incombente invasione dell’isola da parte dei tedeschi. In questo contesto una ragazza della High Society decide di uscire dal suo mondo dorato per darsi da fare in aiuto degli altri. Anche i fatti più tragici non riusciranno ad abbatterla, anche grazie ai legami che riuscirà a stabilire con persone appartenenti a mondi totalmente lontani dal suo. La storia rievoca quella dei nonni dell’autore e ha il pregio di far luce su un punto di vista non troppo banale: i tedeschi avrebbero davvero potuto vincere la guerra? Come sarebbe finita senza l’intervento degli USA? Lettura interessante e dai ritmi più cadenzati rispetto alle precedenti. Ideale per il periodo estivo!

Mi rendo conto solo ora che vi ho consigliato 4 romanzi con 4 protagoniste femminili. Forse è un caso, forse no. Il punto di vista che racconta la storia non è mai neutro rispetto alla storia stessa e probabilmente il punto di vista femminile riesce ad essere molto spesso più originale e più profondo rispetto a quello maschile.

Cari viaggiatori ermeneutici, buona lettura e buone vacanze!

Consigli di lettura non richiesti / 25. Ward

L’altra sera una delle più affezionate viaggiatrici ermeneutiche chiedeva il ritorno della rubrica sui consigli di lettura non richiesti. Come fanno ad essere richiesti dei consigli non richiesti? Non saprei, ma ho sempre amato gli ossimori, quindi non potevo non darle retta e dunque eccoci qui. In questi ultimi mesi ho letto molto (grazie pandemia!), ma in realtà nulla di così avvincente da spingermi ad avventurarmi in consigli non richiesti.

Con un’eccezione. Jesmyn Ward, giovane autrice afroamericana, che racconta storie di uno degli Stati più poveri degli Stati Uniti, fuori dai percorsi più noti (il West, la California, New York), parliamo del Mississippi. Uno Stato del sud, devasto dagli uragani, arretrato e un po’ fermo nel tempo, così ai margini che paradossalmente non viene toccato neanche dalle classiche tematiche legate alla segregazioni razziale. I poveri non hanno colore, bianchi o neri cambia poco. In Italiano sono usciti tre romanzi: Salvare le ossa, La linea del sangue e Canta spirito canta. Pur non essendo legati fra loro vi consiglio di andare in ordine, iniziando dal primo.

Jesmyn racconta un’America diversa, lontana dalla narrazione abituale, storie molto reali, quotidiane, ma insieme di una grande profondità. Indissolubilmente legate a quella realtà e allo stesso tempo evocative di tematiche universali. Sono tutti e tre romanzi di formazione, raccontati dal punto di vista dei ragazzi. Adolescenti che si affacciano alla vita e che non curanti delle difficoltà e delle situazioni difficili in cui stanno crescendo fanno grandi sogni, immaginando un domani diverso, lontano dalle difficoltà del presente.

E chissà che non abbiano ragione loro. Chi siamo noi per giudicare i sogni degli altri? Forse proprio questo ci vuole dire l’autrice: troppo facile sognare un futuro roseo per chi ha la pancia piena, per chi ha tutte le strade aperte e mille possibilità da realizzare. Provateci voi a crescere con genitori assenti o alcolizzati, in luoghi dove un posto di lavoro è un miraggio e un giorno o l’altro un cataclisma naturale potrebbe spazzare via tutto quel (poco) che hai. Eppure i protagonisti di queste storie ci riescono, inseguono i loro sogni e almeno in parte riescono a realizzarli.

Buona lettura!

Consigli di lettura non richiesti / 24. Dalton

Tra un Lansdale (Caldo in inverno) e un altro (Una Cadillac rosso fuoco), chiudo quest’estate ricca di bellissime letture con il romanzo di un esordiente australiano, tale Trent Dalton, intitolato Ragazzo divora universo. Un romanzo di formazione semplicemente bellissimo, il racconto della vita difficile di un adolescente di Brisbane, città della costa orientale dell’Australia, che ha un ex galeotto come baby sitter, un padre alcolizzato ed una madre ex tossicodipendente e spacciatrice. Ed un fratello che sa predirre il futuro scrivendolo nell’aria perchè pur sapendo parlere, preferisce rimanere muto.

Detta così sembra una tragedia, in realtà la bravura dell’autore sta (anche) nella leggerezza con cui fa raccontare ad Eli la sua storia. Una storia in cui il male non è mai banale ed il bene non è mai perfetto. Una storia onirica, in cui sogno e realtà si confondono e si fondono insieme per far sì che non si perda mai la speranza, la convinzione profonda, che le cose finiranno bene. La cosa più incredibile poi è che, come dice l’autore, il 50% della storia è la sua autobiografia!

Un romanzo insolito, che scorre leggero e imprevedibile verso un finale pirotecnico che realizza un amore impossibile e chiude mirabilmente tutti i fili lasciati in sospeso. Insomma, un romanzo straordinario. Buon lettura!

Consigli di lettura non richiesti / 23. Markley

L’estate sta finendo…cantavano i Righeira qualche anno fa. Ma a giudicare dal caldo di questi giorni, in realtà penso che ne avremo ancora per un bel po’. E non è che la cosa poi mi dispiaccia. In ogni caso, ne avete ancora di tempo libero per un buon libro? Se la risposta è sì, ecco a fagiolo un consiglio di lettura non richiesto.

Ohio di Stephen Markley è giusto il libro per concludere alla grande questa stagione vacanziera. Un romanzo perfetto per chi come me ama le atmosfere dell’America profonda: quattro personaggi, quattro voci narranti che raccontano una notte nella città di New Canaan, ideale metafora della periferia americana. Andando avanti nella lettura però si comprende che non sono 4 storie separate, ma come fossero telecamere riflettono e raccontano la stessa realtà dai diversi punti di vista.

C’è l’America di oggi, insieme a quella dell’11 settembre, c’è la solitudine e l’amicizia, quella profonda, che nasce nonostante tutto, che rimane anche nelle distanze che il tempo inevitabilmente scava fra i quattro giovani adulti. La guerra in Iraq e la crisi dei subprime che distrugge i risparmi di una vita. Le droghe per fuggire da una realtà difficile e un senso religioso che permane in mezzo a mille contraddizioni.

La realtà dell’oggi unita in modo inscindibile con quella di ieri, con il percorso che ognuno dei 4 ha compiuto per arrivare a quella notte. E come un puzzle ogni elemento ha un suo posto determinato o forse meglio, come un cerchio perfetto in cui tutte le linee si chiudono, questa romanzo potrebbe scatenarvi la voglia di leggerlo due volte. La prima per capire come vanno a finire le storie, la seconda per cogliere appieno come si intrecciano in maniera mirabile fra di loro. Scoprirete così che si parte quasi dalla fine e l’ultima voce inizia e chiude il percorso circolare che vi dicevo.

A me almeno è capitato così. E non sono riuscito a smettere fino al termine della seconda lettura. Forse, non avessi avuto altro, avrei anche ricominciato nuovamente, tanto l’autore riesce ad immergere il lettore nella storia. L’epilogo poi dà la chiave di volta e svela l’andamento complessivo, anche se nella rilettura ci si può arrivare da soli.

Leggetelo e ditemi se non ho ragione. Uno dei libri più belli degli ultimi anni.

Consigli di lettura non richiesti/22. Cummins

Per la seconda volta voglio fare un’eccezione e dedicare il post di consigli di lettura ad un unico libro: perché è veramente bellissimo, fra i più belli che mi sia capitato di leggere negli ultimi tempi. Appassionante e struggente al tempo stesso, una storia che non ti può lasciare indifferente e che ci tocca da vicino, molto più di quel che avrei immaginato prima di iniziare il libro.

L’autrice è Jeanine Cummins, il libro si intitola Il sale della terra (traduzione orrenda del titolo American Dirt, che secondo me rende molto di più l’atmosfera del romanzo, ma va be’). Scappati miracolosamente alla strage della propria famiglia, mamma e figlio cominciano un incredibile viaggio da Acapulco verso gli Stati Uniti, nelle rotte dei migranti, sperando di salvarsi dalla furia omicida del capo di un cartello di Narcos che ha giurato di sterminarli. In questo viaggio assurdo, in cui non possono fidarsi di nessuno (men che meno della corrotta polizia messicana), incontreranno un’umanità sofferente, spezzata e nonostante tutto ancora capace di slanci di generosità incredibili.

La loro avventura, pur svolgendosi dall’altra parte del mondo, potrebbe essere molto simile a quella che vivono quelli che si affacciano nelle spiagge di Lampedusa, vittime della violenza, della fame, di aguzzini senza scrupoli, che sul sangue e sulle loro sofferenze hanno creato un sistema per arricchirsi.

Personaggi talmente autentici, che si fa fatica ad immaginare siano solo frutto di invenzione: i due protagonisti, le due sorelle che si uniranno al loro viaggio, il jefe dei Narcos, persino gli incontri occasionali lungo la strada, tutti hanno una caratterizzazione profonda, che esce dalla pagine scritte (per me dal video del kindle) e fa sì che la storia da opera di fantasia sembra quasi diventare cronaca.

Per raccontarci che al di là dell’American Dream, anche dall’altra parte del muro, di qualsiasi muro dietro il quale vorremmo proteggere i nostri privilegi, esistono i sogni e persone disposte a tutto pur di realizzarli.

 

Consigli di lettura non richiesti/21. Niven

E’ vero, è vero, lo so anche io, non sono così rimbambito! Giusto la scorsa settimana vi avevo dato dei consigli di lettura (rigorosamente non richiesti), com’è allora che torno a dare consigli dopo pochi giorni? Come cantava De Andrè, si danno buoni consigli se non si può dare il cattivo esempio, ma soprattutto ho appena terminato un libro che voglio condividere subito con i miei affezionati lettori ermeneutici. E poi c’è un ulteriore motivo che vi dico dopo.

Veniamo al libro. Cosa succederebbe se Dio, dopo essersi preso una vacanza di cinquecento anni, tornasse in paradiso e, inorridito della situazione sulla terra, dopo essersi scolato un bel bicchiere di whisky ed essersi rollato un cannone, decidesse di rimandare sulla terra il suo unico figlio? Cosa succederebbe se il suddetto figlio tornasse qua giù per partecipare ad X Factor come cantante rock? Come reagirebbe l’America degli anni 2000 alla venuta del Messia?

Tra aperta satira contro il Cristianesimo, ma in generale tutte le religioni, così come si è sviluppato nel corso dei secoli ed il tentativo di attualizzare tutta la dirompente carica eversiva del Cristianesimo originario (scandalo per i giudei, stoltezza per i pagani), A volte ritorno, di John Niven, è un libro che vi farà ridere e pensare. Un libro assolutamente da leggere, come per altro mi aveva anticipato la carissima che per prima me l’aveva segnalato.

Come fare per acquistarlo in questo periodo di quarantena? C’è Amazon ovviamente, ma se siete a Roma, vi segnalo questa bellissima iniziativa dei miei amici della libreria Tra Le Righe

Scrivetegli e loro vi fanno recapitare a casa i libri, senza neanche i costi di spedizione.

Buona lettura a tutti!

Consigli di lettura non richiesti. 20/ Lethem – Manzini – Kerr

Dobbiamo stare tutti a casa. E fin qui, mi sembra che il concetto sia chiaro a tutti. Mai come in questo momento quindi possiamo dedicarci ai nostri hobby. Ad esempio la lettura! Così ritiro su questa rubrichetta che proprio in un momento come questo potrebbe avere una qualche utilità.

In questo ventesimo consiglio di lettura (assolutamente non richiesto) vi suggerisco tre autori, ma un unico genere, declinato in modi molto diversi, ma soprattutto ambientato in tempi e luoghi molto diversi. Il genere è il poliziesco, gli ambienti sono l’America degli anni 70, la Germania degli anni 30 e l’Italia di oggi.

Jonathan Lethem con il suoIl detective selvaggio” ci porta nella California dei favolosi Seventies, in stranissime comunità hippies dedite a riti bizzari, fuori dal tempo e fuori dal mondo. Il suo personaggio è il classico antieroe, ironico e alternativo, perfettamente calato in questa strana realtà alternativa, con leggi e norme valide solo lì. Una lettura molto agile e divertente.

Philip Kerr invece con il suo “Violette di marzo” (La trilogia berlinese di Bernie Gunther), ci porta in Germania mentre si svolge l’Olimpiade che doveva segnare il trionfo del regime nazista agli occhi del resto mondo. Questo romanzo è il primo di una trilogia e fino ad oggi l’unico ristampato in Italiano, ma spero sia presto seguito anche dagli altri, perché la storia è molto avvincente. Il protagonista è un detective privato che deve risolvere casi districandosi fra i colpevoli e un regime che diventa sempre più oppressivo ed invadente. Una lettura avvincente, adrenalinica.

L’ultimo consiglio riguarda Antonio Manzini. La “Pista nera” è il primo volume delle storie del vicequestore Rocco Schiavone, reso celebre in TV dal volto di Marco Giallini. Debbo dire che avevo visto alcuni episodi della fiction televisiva e, pur con la grande simpatia che mi fa Giallini, non mi avevano proprio entusiasmato. Mi sembravano molto lenti e lui un po’ troppo macchiettistico. I libri, al contrario, mi sono piaciuti molto. Partendo da questo romanzo, in un paio di mesi li ho letti tutti, perché in effetti sembrano tanti capitoli di un’unica libro, con moltissimi rimandi l’uno con l’altro e una storia parallela che prosegue lungo tutti i libri e accompagna le singole storie narrate. Lo Schiavone dei libri mi è sembrato molto più credibile di quello televisivo. Molto belli e molto verosimili anche tutti i personaggi che gli ruotano intorno. Dovessi anche qui definire la lettura in due parole, farei un mix dei due precedenti: avvincente, ma anche molto divertente.

Come sempre più spesso mi capita li ho letti tutti in versione Kindle, che vista la situazione è anche la soluzione più comoda per averli in casa senza difficoltà. Buona lettura!

Consigli di lettura non richiesti. 19/ Berney – Edugyan

E’ un bel po’ di tempo che non ritiravamo fuori questa poco pretenziosa quanto del tutto futile rubrichetta, in cui mi avventuro a darvi consigli (assolutamente non richiesti) di lettura. Il motivo di questa sospensione è facilmente spiegabile. Ho letto molte cose, anche belle (ad esempio la quadrilogia dell’amica geniale), ma nessuna che mi avesse lasciato quel misto di meraviglia e di entusiasmo tale da sentire quasi il bisogno di far partecipare qualcun altro alla gioia della lettura. Quest’estate la scintilla è scoccata nuovamente ed ecco quindi i miei suggerimenti per le letture autunnali dei miei affezionati viaggiatori ermeneutici.

Il primo consiglio riguarda Lou Berney ed il suo November Road e ci porta nelle classiche storie americane di gangster e di mafia, un romanzo on the road, che parte da una fatto storico ben preciso (l’assassinio di Kennedy) e ci racconta una trama alternativa, individuando un possibile inconsapevole protagonista, costretto dalle circostanze a fuggire per tentare di non lasciarsi travolgere dal tornado che lui stesso ha involontariamente scatenato. Nella sua fuga incontra tre donne, una mamma e due bambine, fuggite da un presente di squallore ed in cerca di un futuro tutto da costruire. L’unione delle loro fughe potrebbe essere la chiave per trovare insieme la salvezza o quella per perdersi definitivamente. Una storia molto ben scritta, che ti inchioda alle pagine e non ti lascia fino alla fine, verso un finale non scontato quando tutti i fili verranno dipanati e tutto tornerà al posto che avrebbe dovuto avere fin dall’inizio.

Con il secondo consiglio ci avventuriamo invece fra la storia e la fantasia. Esi Edugyan, una giovane autrice canadese con Le avventure di Washington Black ci porta a zonzo nella prima metà dell’800, fra le Antille, il Polo nord, l’Inghilterra Vittoriana, il Marocco, per seguire le vicende di uno schiavo con un nome improbabile. Uno schiavo che riesce ad affrancarsi grazie a un padrone illuminato e le sue capacità fuori dal comune, che lo portano a viaggiare in un mondo ancora molto selvaggio, in cerca di una identità difficilmente ricostruibile. L’argomento del romanzo di per sé non sarebbe leggero, ma la bravura dell’autrice è proprio la sua capacità di alleggerire ogni situazione, anche quelle più drammatiche, senza perdere il contatto con la realtà, ma riuscendo a raccontarla con un tono quasi fiabesco che avvolge il lettore. Gran bel libro insomma, che offre un punto di vista completamente differente sul tema della schiavitù, rispetto ai grandi romanzi classici che nel tempo hanno raccontato l’argomento.

Come sempre, buona lettura a tutti!

Consigli di lettura non richiesti. 18/ Stockett – Nevo

Mi sono accorto di aver un po’ trascurato questa rubrica di consigli di lettura. Effettivamente nella seconda parte dello scorso anno ho letto sì alcuni bei libri, ma nessuno che mi abbia davvero entusiasmato ed in più nessuno di autori nuovi, che valesse la pena segnalare. E’ forse un mio limite quello di leggere qualsiasi cosa pubblichino certi autori ed è quasi naturale che poi alla lunga non tutto rientri nella categoria dei capolavori. Prendiamo il mio amato Lansdale o Lehane: sicuramente continuano a sfornare delle belle storie, libri godibilissimi, avvincenti e convincenti, ma certo qualcosa rispetto al passato secondo me stanno perdendo. Ripeto, forse è anche inevitabile così.

Questi primi mesi dell’anno invece si sono aperti con due libri sopra la media, due lampi accecanti che mi hanno davvero entusiasmato entrambi. Il primo si intitola The Help di Kathryn Stockett, una autrice esordiente che ha scritto una storia che dà un nuovo punto di vista in una vicenda ormai notissima come quella dei diritti civili delle persone di colore nell’America degli anni 60. Ed è il punto di vista tutto femminile sia della protagonista (bianca), che delle due coprotagoniste (nere), che delle varie figure che si alternano nel racconto, sia bianche che di colore. A parte il tipo di scrittura semplice, lineare, coinvolgente, la cosa straordinaria è proprio questo sguardo alternativo, perché qui non si confrontano persone dichiaratamente razziste contro i poveri neri vittime di violenza che tante volte abbiamo visto e letto nelle ricostruzioni di quegli anni. Qui i bianchi sono liberal e apparentemente aperti e disponibili verso le persone di colore. E queste ultime sono bene integrate, seppur con ruoli di secondo piano. E l’autrice è bravissima ad evidenziare le ipocrisie e le contraddizioni che ci sono negli uni e negli altri e che alla fine faranno esplodere quel tipo di società, forse anche più dei moti violenti delle Black Panters. Un libro davvero bello e forse anche istruttivo, perché l’accettazione del diverso, a parole, è sempre molto più facile e meno scontata di quanto non sia nella realtà. Probabilmente anche nella nostra.

Il secondo è Neuland di Eshkol Nevo, una bellissima storia d’amore, ambientata fra lo stato di Israele ed il sud America. Di quest’autore avevo già letto un altro libro, che mi era piaciuto (La simmetria dei desideri), ma non quanto questo. Neuland è un capolavoro. Una storia fra due sconosciuti che avevano nel loro destino quello di incontrarsi, un destino che nasce settant’anni prima e che si sviluppa insieme alla storia della Shoa e della fuga degli ebrei dall’Europa in guerra, verso la terra promessa. Che avrebbe anche potuto non essere la Palestina, perché alcuni ebrei alla fine dell’800 immaginarono una nuova terra promessa in Argentina. Ed è lì infatti che i due protagonisti si ritrovano, immaginando un futuro alternativo per le loro vite, sulla base di un passato che avrebbe potuto essere diverso, per loro, per quelli che li avevano preceduti ed in generale per tutto il popolo israeliano. Il finale resta aperto, com’è giusto che sia, perché forse intrinseco nel dna di questo popolo errante, che purtroppo sembra proprio destinato a non trovare pace.

Buona lettura!