Da piccolo suonavo il pianoforte. Ho preso lezioni per diversi anni, senza raggiungere risultati eccelsi, però acquisendo almeno una buona conoscenza della musica classica. Forse avrei dovuto metterci un impegno maggiore, probabilmente avrei dovuto avere un orecchio che non ho, fatto sta che intorno ai 16 anni mollai tutto e da allora non ho più messo le mani su una tastiera.
Chissà, magari in una vita futura mi verrà voglia di riprovarci, non si sa mai. Ma non è questo il tema. Il tema è che da allora ho anche smesso di ascoltare la musica classica. In fatto di musica posso dire di essere onnivoro, ne ascolto tanta e dei generi più diversi. Amo il rock, soprattutto, ma mi piacciono molto anche i cantautori, la musica country, lo swing, ma anche cose più particolari tipo la musica andina o quella irlandese. Senza un vero motivo però, tranne sporadiche occasioni di concerti, per quarant’anni non ho più ascoltato i grandi classici.
E senza un vero motivo, improvvisamente (santa Spotify) quest’inverno ho ricominciato ad ascoltare Mozart. E come mi capita spesso con ogni tipo di musica, sono passato da 0 a 100, tuffandomi in modo compulsivo nell’ascolto, in ogni momento possibile. E’ come ritrovare un vecchio amico che non frequenti da anni, un amico con cui avevi un feeling particolare, che poi le cose della vita ti hanno fatto perdere di vista. Può capitare a volte con un autore di cui hai letto molti libri e che ritrovi dopo averlo dimenticato, oppure un posto, una spiaggia, dove andavi in vacanza da piccolo e poi non sei più stato, oppure un locale, un ristorante che ti fa ritrovare sapori dimenticati.
E così ti ritrovi a pensare, “ma perché non ci siamo più sentiti?” e il più delle volte non c’è un vero motivo, semplicemente succede. Quante cose (o persone) ci perdiamo così? E’ per questo che a volte più che scoprire cose nuove, dovremmo essere capaci di ricordare e poi recuperare quello che avevamo.
Anch’io come te ho studiato pianoforte da piccola e poi ho lasciato per mancanza di vero talento, ma ho continuato ad ascoltare anche musica classica. I miei genitori ne erano ghiotti. Anche d’opera lirica. Ieri pomeriggio sono stata ad un concerto di violoncello. 🎼
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Quanto è vero
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quello che mi colpisce non è il tuo esserti riaccostato in modo compulsivo alla musica classica, ma l’esserne stato lontano per tanti anni. Mi fa pensare, ed è un pensiero mio senza pretesa di verità, che quelle lezioni di pianoforte siano state una costrizione accettata con rassegnazione e che hanno avuto come risultato il rifiuto inconscio di tutto quel tipo di musica.
comunque interessanti le tue riflessioni,
ml
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Gli anni in cui suonavo lo facevo volentieri, però effettivamente mi ricordo che smettere fu una liberazione. Ora avrei la voglia di riprovare, magari tra qualche anno, quando sarò in pensione e avrò più tempo libero. Sicuramente un rapporto ambivalente, come un “vorrei, ma non posso”, perché devo riconoscere che per quanto mi impegnassi, evidentemente non ero proprio dotato!
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Ciao bella!
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