La pubblicità è l’anima del commercio, si diceva tempo fa. E in effetti, soprattutto nell’epoca dell’immagine, se non ti fai vedere, se non ti fai conoscere, di fatto, non esisti. Ora, alzi la mano chi prima di questa querelle mediatica conosceva la casa editrice “Passaggio al bosco”? Esatto! Nessuno. E probabilmente così sarebbe continuato ad essere se Zerocalcare non si faceva prendere dagli scrupoli di condividere lo spazio fieristico a Più libri, più liberi di questi giorni.
Non entro nel merito della scelta. I parenti te li trovi, gli amici te li scegli. Non so i colleghi di fiera se siano più assimilabili ai primi o ai secondi, ma in ogni caso partecipare alla stessa manifestazione non significa avere lo stesso pensiero o anche solo avere la stessa visione delle cose. Altrimenti non si potrebbe andare più allo stadio, per non dare credito agli ultrà. O a un corteo per non essere assimilati a eventuali manifestanti violenti.
Anche io, come i Blues Brothers, odio i nazisti dell’Illinois, ma non si può avere paura dei libri, non si possono censurare le idee, anche le più terribili, le più nefaste: bisogna combatterle con le opinioni, argomentando. Lasciamo agli altri il bruciare i libri!
Anzi, dirò di più, citiamole le assurdità che dicono, facciamo vedere i filmati del mascellone che spezza le reni alla Grecia o che dichiara guerra alle plutocrazie occidentali. Una risata vi seppellirà! Altro che censurarli, sputtaniamoli con le loro stesse assurdità. Perché comunque sia la conoscenza è la premessa della libertà, laddove l’ignoranza è invece il presupposto dell’ignoranza.
Non riesco ad avere una posizione netta su questa cosa.Secondo me il filtro dovrebbe farlo PLPL.
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ho detto settanta volte tematiche, sono monotematico
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Ma i loro libri li vende Amazon, Feltrinelli…
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eh, capito? Non è un discorso che riesci a governare a livello globale, ci sono mille modi per far circolare i libri, soprattutto con la disponibilità del commercio elettronico. L’unica è gestire gli spazi con delle regole che facciano selezione sulle tematiche. Ma se gli spazi sono a disposizione di chi paga è ovvio che poi entrano tutti, senza distinzioni. A quel punto non andare è una scelta anche auto-penalizzante, in teoria, anche se uno come Zerocalcare non ha certo bisogno di autopromozione.
Questo poi sposta le tematiche altrove, sui contenuti, ma resta il tema generale dell’editoria, con il lavoro in primo piano, le tematiche dei libri che vanno per la maggiore, il fatto che ci siano più scrittori che lettori, eccetera… Eeeeh se ce ne sarebbe da dire
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Sì, ce ne sarebbero. E partirei proprio dall’ultima affermazione. Chi legge più?
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😂
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