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Chi ha paura dell’uomo nero?

Naudy Carbone è un jazzista di grande talento, trent’anni, diplomato al Conservatorio di Genova, originario della Guinea è stato adottato da una famiglia di Nizza Monferrato quando aveva 3 anni. La sua unica colpa (!) è quella di avere la pelle nera.

E per questa colpa, pochi giorni fa, ha rischiato il linciaggio. Subito dopo il femminicidio di Zoe Trinchero, l’assassino, Alex Manna, ha cercato di depistare le indagini e scaricare tutta la colpa su Naudy. Non lo ha accusato per caso, ma perché lui in questo Paese più razzista e xenofobo di quanto vogliamo ammettere, era il colpevole perfetto. Quella notte una folla inferocita si è radunata davanti a casa sua armata di bastoni per vendicare la morte di Zoe Trinchero e solo barricandosi in casa e chiamando i carabinieri ha evitato il peggio.

È stato accusato di omicidio dall’uomo italiano bianco che lo aveva commesso. E immediatamente, per tutti, è diventato all’istante il colpevole. Senza alcun dubbio. Italiani brava gente, che votano Gioggia perché mette ordine, difende i valori tradizionali e caccia via tutti ‘sti immigrati. Ma non è mica razzismo questo! No, per carità!

Vorrei mandare un abbraccio fortissimo a Naudy e dirgli che non è solo, nonostante tutto. Che in questa strana Italia degli anni venti del ventunesimo secolo, se non altro, c’è ancora chi ha il senso della vergogna. La vergogna di quello che siamo diventati.

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