Avatar di Sconosciuto

Perché voterò no

Comincio col dire di non essere un amante dello strumento referendario. Abusato, strumentalizzato, il più delle volte chiama le persone “comuni” ad esprimersi su tematiche specifiche, su cui nemmeno grandi esperti e conoscitori della materia hanno un’opinione certa. Non mi stupisco che gran parte dei referendum finisca con un nulla di fatto. Ma non è questo il caso. Anche stavolta in realtà la questione è molto complessa e richiederebbe una conoscenza che non è detto sia a disposizione di tutta la cittadinanza. Sarebbe stato molto meglio che la signora Maria e il sor Giuseppe avessero continuato ad interessarsi di San Remo e del campionato di calcio piuttosto che entrare nel merito di una riforma sulla quale fior fiore di giuristi la pensano in maniera diametralmente opposta.

E questo è il primo motivo per votare no. Le regole costituzionali sono state scritte da tutti, da Togliatti e De Gasperi che avevano visioni politiche (ma direi visioni del mondo) totalmente contrastanti. Eppure si misero intorno ad un tavolo, con i socialisti, i repubblicani, i liberali, anche essi portatori di visioni molto diverse, per stabilire delle regoli comuni. Nulla è eterno e non c’è niente che non sia perfettibile, ma che una sola parte, al momento maggioritaria, possa modificare profondamente queste regole la trovo una forzatura sbagliata e pericolosa.

Il secondo motivo per votare no è questo. Siamo chiamati ad esprimerci su una vera e propria rivoluzione delle regole, spacciandola per una questione secondaria. Anzi peggio, proponendola come un miglioramento di cose (ad esempio i tempi della giustizia) che non verranno minimamente toccate dall’eventuale vittoria dei proponenti.

Ed entriamo nel merito delle modifiche, prima fra tutte la separazione delle carriere. Non starò a dire che di fatto già esiste (lo 0,3 dei magistrati cambia da giudice a procuratore e comunque lo può fare una sola volta nella sua vita e solo entro i primi dieci anni di attività). La riforma raddoppierebbe il CSM, separando gli uni dagli altri, che avrebbero quindi anche un percorso formativo diverso. Ed è proprio su questo che sono fortemente contrario. Questa separazione, che viene venduta come la chiave di volta per avere giudici non influenzati dalle procure, di fatto creerebbe degli avvocati dell’accusa. Oggi il magistrato inquirente ha una formazione e una mentalità che dovrebbe orientarlo al di sopra delle parti: porta avanti il lavoro inquirente, ma con una formazione che potrebbe portarlo ad archiviare un caso che non ha i necessari requisiti per essere rimandato a giudizio. Facciamo il paragone con l’avvocato di difesa: che deve difendere anche l’indifendibile, che non deve tenere in considerazione se il suo assistito sia colpevole o innocente. Deve difenderlo a prescindere. E noi vorremmo che anche il procuratore che indaga su di noi si comportasse così? Leggo che in molti Paesi esteri la due figure sono distinte, ma questo cosa ci aggiunge? Gli inglesi mangiano la pizza con l’ananas e i francesi non hanno il bidè. Infine, se questo fosse davvero l’obiettivo, si poteva ottenere senza stravolgere il dettato costituzionale, con una semplice riforma autonoma.

Un altro no, forte e deciso lo dico al sorteggio come metodo con cui si pensa di sostituire la composizione dei membri del CSM. I sostenitori del Sì dicono che in questo modo si contrasta il pericolo che le correnti possano nominare solo membri raccomandati. Che sarebbe come dire, poiché nei concorsi pubblici c’è il rischio che ci siano raccomandati, i posti a disposizione mettiamoli in palio con una lotteria: primo premio e vinci una cattedra all’Università, secondo premio diventi primario all’ospedale. E’ la regola dell’uno vale uno, contraria a qualsiasi spirito meritocratico. Uno vale uno non funziona neanche il giovedì sera per fare le squadre di calcetto!

Ultimo, ma non certo meno importante motivo per votare no è che questa riforma non ridurrà i tempi della giustizia, né garantirà una maggiore tutela dell’imputato, ma in compenso incrinerà l’autonomia del potere giudiziario che sarà maggiormente soggetto al potere esecutivo. Un CSM dimezzato, i cui membri saranno scelti a sorteggio e quindi non dovranno rispondere a nessuno del loro operato, non più presieduto dal Presidente della Repubblica, ma da un rappresentante scelto dal governo, sarà decisamente depotenziato e di fatto molto più influenzabile dall’esecutivo.

Tralascio le polemiche sul chi vota chi o sul cambio di opinione di qualcuno, polemiche strumentali che non spostano di un millesimo i termini della questione. Raramente sono stato così convinto da che parte stare, a prescindere dallo schieramento che porta avanti le ragioni dell’uno o dell’altro. Mi auguro che anche la maggioranza delle persone lo sia.

4 thoughts on “Perché voterò no

  1. Concordo con le tue valutazioni, a me bastano le ultime due che citi per votare no. Sono due aberrazioni, il sorteggio che è presentato come una soluzione ed è invece uno schiaffo alla magistratura tutta, e l’esautorazione del capo dello Stato (unica figura costituzionale super partes e quindi garante di equilibrio tra i poteri) sostituito da un lacchè del governo, mossa che sconvolge gli equilibri tra i poteri.
    ml

    Piace a 1 persona

Lascia un commento