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Resistere all’odio

Come racconta bene Gramellini nella sua rubrica sul Corriere di oggi (Il Caffè di Massimo Gramellini | Liliana Segre, odiata da un secolo | Il Caffè di Massimo Gramellini | Corriere.it) , è una vita che qualcuno augura la morte a Liliana Segre. Glielo auguravano da bambina, nel 1938, continuano oggi 80 anni dopo. “Pazientate, manca poco” la sua risposta piena di ironia e di saggezza. E’ una cosa incomprensibile che una donna così intelligente, garbata, ma nello stesso tempo ferma nel difendere i diritti, sia oggetto di un odio senza fine e senza senso.

La Segre non ha mai rinnegato il suo essere ebrea e nello stesso tempo non ha risparmiato critiche dure al regime israeliano e a quello che stanno combinando a Gaza. Come si chiede Gramellini, non sarà forse proprio il suo essere ebrea la ragione di tanto odio? Ma io non credo che sia questo. Secondo me il motivo di tanto astio è proprio il suo opporsi all’odio. La Segre ha affrontato i nazisti di allora, gli odiatori di oggi, gli antisemiti di sempre. Lo ha fatto sempre a testa alta, ma soprattutto è riuscita a farlo senza scendere al loro stesso piano, senza farsi trascinare nella spirale dell’odio.

L’odio è un virus che purtroppo, peggio del covid, sta infettando in profondità la nostra società: dai social, alle discoteche, dagli stadi alle discussioni politiche. La donna che dice di no, lo sconosciuto che mi ha guardato storto, il tifoso di un’altra squadra di calcio, l’altro che non la pensa come noi: l’odio crea e si alimenta con il nemico, non solo da contrastare, ma da annientare, da cancellare dalla faccia della terra. L’odio nelle parole, nelle immagini, nei discorsi politici, perché l’odio contagia ogni contesto.

E allora, proprio chi riesce a non rispondere con la stessa moneta chi, nonostante ne avrebbe forse tutte le ragioni, riesce a smontare questo meccanismo, chi non odia, è il nemico numero uno di chi odia, quello da odiare più di chiunque altro. Ma per fortuna ci sono ancora donne come lei. Lunga vita a te, carissima Liliana!

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