Puntuali come le punture delle zanzare, gli aloni sotto le ascelle e le raccomandate dell’Agenzia delle entrate, i primi caldi fanno riapparire nelle bacheche social di amici e conoscenti quelle orride foto cosce-ginocchia-piedi con lo sfondo di spiagge più o meno esotiche.
Cari viaggiatori ermeneutici, non so voi, ma a me queste foto urtano sensibilmente il sistema nervoso. Non solo perché magari nel frattempo siamo pigiati nella folla della metropolitana o impegnati in narcolettiche riunioni su Teams a discutere di privacy o qualche altro ameno argomento. No, non è per invidia. E’ proprio che le foto in questione, soprattutto quelle con i piedi in bella mostra, urtano il mio senso estetico. Dai, diciamolo una volta per tutte, so brutte!
La chicca poi è la didascalia “lasciatemi qui”……ma chi ha intenzione di venirvi a prendere! Ma rimanete anche tutto l’anno. Sai che bello a novembre con la brezza marina che vi congela i suddetti piedi. Insomma, state sereni, nessuno verrà, potete restare quanto volete. Però magari levate la foto dei piedi.
Allora mi son detto, perché questa sperequazione? Perché questa sfacciata preferenza per parti del corpo dotate di unghie, magari anche poco curate? Se proprio dovete esporvi, perché no il polpaccio? E quindi voglio lanciare una nuova moda per l’estate duemilaventisei, con lo slogan “il polpaccio non è malaccio!” (e senza didascalie!)

Le foto dei piedi sulla spiaggia sono oramai diventate un cliché molto ripetitivo, sono banali e di scarsa originalità!
Evviva il polpaccio
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