Avatar di Sconosciuto

Che non sia una vittoria inutile

Ok, va bene, una volta tanto abbiamo vinto. Ora però voltiamo pagina. Non sopporto la retorica dei vincitori (sarà la prova che sono di sinistra?), figuriamoci in un’occasione come questa in cui in teoria si votava per una cosa molto tecnica, che poco aveva a che fare con gli schieramenti politici.

Dico in teoria perché poi, come già capitato ad esempio con il referendum di dieci anni fa promosso da Renzi, la consultazione è diventata un agone politico, un voto su o contro il governo che molto incautamente ha forzato la situazione, presumibilmente per intascarsi poi una vittoria che tutti davano per scontata.

Come ho già spiegato qui, il mio voto era nel merito dei quesiti referendari, ma non c’è dubbio che il contesto in cui si è andati a votare era diventato preponderante rispetto al testo in sé. Entrambi gli schieramenti hanno parlato alla pancia degli elettori, paventando chissà quali sciagure se avesse prevalso il campo avverso e magnificando invece gli effetti di una vittoria delle proprie tesi.

Meccanismo che ha sicuramente penalizzato lo schieramento del Sì e per un motivo secondo me ricorrente in queste situazioni. E’ vero che la costituzione prevede che la si possa cambiare con una maggioranza semplice avvallata appunto da un referendum confermativo, ma nella percezione comune le regole si scrivono insieme. Non è un caso che in tutti i referendum confermativi di questo genere abbia prevalso il No. La forma è sostanza e come sempre accade è il “come” a fare la differenza, più di qualsiasi altra cosa.

Per quanto mi riguarda spero che la sinistra tragga insegnamento da quello che è successo. Soprattutto non pensi di intascarsi questa vittoria senza dargli un seguito. Hanno votato persone che non votavano da anni, hanno votato per il no soprattutto i giovani (tra i 18 e i 34 anni il No ha trionfato con oltre il 60%). Un elettorato che ora aspetta risposte, un programma serio, alternativo alle destre, che metta al centro la cosa pubblica, l’ambiente, la scuola, la sanità. Probabilmente molti di questi sono i ragazzi scesi in piazza contro il genocidio di Gaza, contro i femminicidi, accanto all’ambientalismo sano e vero.

Il No ha trionfato soprattutto nelle grandi città da nord a sud (Torino, Milano, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Bari, Palermo), molte di queste amministrate dal centro sinistra. Altra indicazione importante: dimostrare con i fatti che le cose possono cambiare. Nella mia bistrattata metropoli solo un cieco o uno in malafede non si accorge che le cose siano migliorate: dalle nuove metro, alla gestione dei rifiuti. Certo c’è ancora tantissimo da fare e quello che è stato fatto non basta, ma è qualcosa dopo anni di nulla.