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San Remo ora pro nobis

La canzoni non devono essere belle
Devono essere stelle
Illuminare la notte
Far ballare la gente

Questa polemica sull’esito finale del Festival di San Remo va molto al di là del risultato in sé e ha subito assunto significati ulteriori, facendo schierare di qua o di là molta più gente di quella che ha seguito la kermesse canora. A sproposito, ovviamente.

La prima polemica è nel meccanismo elettorale. Com’è possibile che il voto popolare dia un risultato, che poi venga ribaltato da quello della giuria dei cosiddetti tecnici? Peccato che questo meccanismo era noto a tutti ed era quello utilizzato senza alcuna polemica già in tante altre adesioni.

Seconda polemica. La giuria dei cosidetti tecnici è l’elite radical chic, un covo di marxisti-leninisti-terzomondisti che vuole far trionfare l’Islam contro il Sacro Romano Impero. Peccato che il vincitore non sia mussulmano, nel testo della sua canzone se la prenda con il padre (lui sì mussulmano) e abbia dichiarato di aver votato Lega.

Terza polemica. La canzone di Achille Lauro era in realtà una pubblicità ad un tipo di extasy (chiamato appunto Rolls Roice). In realtà il ragazzotto (molto meno stupido di quel che sembra) ha spiegato in modo molto chiaro ed argomentato che non c’è nessuna allusione alla droga e che in realtà il titolo è una citazione di Marylin Monroe (“preferisco piangere sul sedile di una Rolls Roice che sul vagone di una metropolitana”).

Insomma, quanto ci piace creare polemiche inutili, basate sul nulla, nutrite di pregiudizi, cresciute nella presuzione del complotto! Siamo talmente malfidati che saremmo capaci di vedere cospirazioni e intrighi anche su un cartone animato di Winnie Pooh. E pensare che invece proprio questa edizione del Festival è riuscita a rappresentare tutti: cantautori impegnati, gruppi rock, cantanti indie e vecchie glorie. Baglioni è riuscito a costringere le nonne ad ascoltare la musica trash e gli adolescenti a sentire la lirica. In questo, un capolavoro!

Non entro nel merito della bellezza della canzoni, perché questa sarebbe stata l’unica discussione ragionevole su un Festival musicale, ma ovviamente in quest’Italia avvelenata non c’è spazio per discussoni che abbiano un senso. Meglio non entrare nel merito, meglio fare i tifosi decerebrati, qui come in tutto il resto. Personalmente mi sono piaciuti i Negrita e Paola Turci e fra i tre finalisti avrei scelto Ultimo (anche se non mi è piaciuto il suo atteggiamento da rosicone dopo), ma d’altra  parte quando mai vincere è stata la garanzia di successo di una canzone? Ci sono stati decine di pezzi sonoramente bocciati che sono diventati successi senza tempo.

Il bilanciamento fra voto popolare e giuria qualificata è l’unico elemento di garanzia per far emergere la qualità della musica. E’ il motivo per cui l’anno scorso ha vinto una bella canzone come quella di Ermal Meta e non la vecchia che balla (non a caso, due anni fa che invece c’era solo il voto popolare vinse la scimmia che balla e non il capolavoro della Mannoia), Un bilanciamento che garantisce contro usi distorti del televoto, ma comunque tiene conto del gusto delle persone. D’altronde, a chi grida allo scandalo, perché sarebbe stata violata la volontà del popolo italiano, della ggente che paga, ricordo sempre che quando si lascia l’ultima parola alla ggente, la ggente sceglie Barabba.