Un nuovo giorno o un giorno nuovo, si interrogava Baglioni qualche anno fa. Ma poi in realtà non è un’alternativa così fondamentale, perché invece quello che conta veramente è la volontà di aggiungere novità ai nostri giorni. O forse, ancora meglio, l’importante è la disposizione d’animo per accogliere le novità nei nostri giorni. La vita scorre e va avanti, accadono cose, fatti, persone, situazioni, cose belle, cose brutte, imprevisti, ciò che era prima non è detto sarà anche dopo. Domani potrebbe non essere uguale a ieri e a volte, questo può non dipendere da noi, può accadere senza che noi abbiamo fatto nulla, anzi a volte può succedere contro tutto quello che avevamo fatto per non farlo accadere.
Quello che conta veramente, quello che dipende esclusivamente da noi, è accogliere il cambiamento, mettersi nelle condizioni per farlo entrare senza remore e senza paure. Non nella prospettiva di cancellare quel che è stato: il passato non si cancella, fa parte di noi, possiamo ricordarlo con un sorriso o con una lacrima, possiamo farci pace o rimanere arrabbiati con lui, ma oggi siamo quello che siamo proprio per quel che ci è accaduto.
Il domani che verrà non cancellerà quello che è successo, perché mai dovrebbe? Che si andrà in rottura o in continuità, comunque nessuno prenderà il posto di chi non c’è più, ma ci sarà un nuovo giorno che potremo far diventare giorno nuovo. Quello possiamo fare, perché quello dipende da noi. E a quel punto poco importa se sarà un nuovo capitolo di un vecchio libro o se avremo cominciato un libro nuovo. In ogni caso ci saranno pagine bianche da scrivere e quello che ci scriveremo sopra dipenderà solo ed esclusivamente da noi.
E proprio così noi abbiamo accolto Didi.


