Sette e non più sette

Viaggiermeneutici compie sette anni! Non so quale sia la vita media di un blog (gli anni sono come quelli dei cani, ognuno vale sette, oppure come quello delle tartarughe che sono anche più lunghi dei nostri?), non so se siano tanti o pochi. In ogni caso, come tutte le cose che fanno parte della quotidianità, mi sembra che ci sia sempre stato ed allo stesso tempo è come se l’avessi aperto ieri. I compleanni sono occasioni di bilanci: 770 articoli, che hanno ricevuto oltre 7500 commenti e sono stati letti 136 mila volte dai circa 832 iscritti al blog (ma non solo, ovviamente ci sono molte visite occasionali).

Ma quesi sono bilanci numerici, buoni forse per qualche contabile. Un bilancio più interessante lo posso fare sulla base delle relazioni che sono nate e si sono sviluppate intorno a questo spazio virtuale, oppure, ancor di più, sull’aver realizzato o meno quello che mi ero ripromesso sette anni fa. Scrivevo che il blog doveva essere una scatola dove riporre idee, opinioni, immagini o semplici suggestioni. E qui ci siamo: il blog è stato esattamente questo e mi è servito per non perdermeli per strada, per non farmeli scivolare fra le dita.

Rileggendomi a distanza di tempo rivivo le sensazioni vissute allora. A volte magari avrei voglia di cambiare qualcosa, penso “oggi l’avrei scritta in maniera differente“. Altre volte, il più delle volte, penso invece che le riscriverei esattamente così. Perché quello che si scrive riflette quello che si vive e spesso riesce ad imprigionare fra le righe anche gli umori, le emozioni, gli stati d’animo nascosti nelle parole. Perché scrivere, come dice Brunori sas è utile non solo per ricordarsi cose, ma soprattutto “per ricordarsi chi sei“.

Ma non ti sembra un miracolo
Che in mezzo a questo dolore
E in tutto questo rumore
A volte basta una canzone
Anche una stupida canzone
Solo una stupida canzone
A ricordarti chi sei

13 thoughts on “Sette e non più sette

  1. Se la vita dei blog è come quella dei cani, allora sto quasi per tirare le cuoia: sono a dodici. Ma non sciorino questo dato anagrafico per “mettermi in competizione”. È per comunicarti che quanto hai scritto vale esattamente anche per me e la citazione di Brunori sas è la classica ciliegina sul post. Ogni tanto mi diverto a riprendere vecchi post e cucirli addosso a me qualche anno sulla tastiera in più. È una misura di come sono cambiato oppure no.
    Buon anniversario. Fa sempre piacere leggere di chi continua a scrivere mentre si proclama da anni che il blogging è morto. Scongiuri di rito.

  2. “Tutto su “ste spallucce” (visto scritto su una T-shirt indosso a un ragazzo formato armadio a quattro ante Levsik (o altro nome dal suono scandinavo)

  3. Bella questa canzone e questo cantante che non conoscevo
    Auguri per il blog e per le idee e riflessioni che mette in circolo!

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