La realtà distorta

Mi era già successo altre volte, mai però in maniera così drastica. Se il migliaio di miei amici di FB fosse stato un campione significativo dell’elettorato italiano, il no al referendum avrebbe avuto tra il 95 ed il 98% delle preferenze. E dire che ho amici molto variegati: di sinistra (tanti), di destra (abbastanza), grillini (pochi), ma poi a parte questi ultimi, le indicazioni dei partiti non erano poi così univoche, quindi penso che la scelta del sì o del no, sia stata molto trasversale. Ma non voglio parlare del referendum, quanto di un’altra questione che da questo fatto mi appare sempre più chiara.

Gli opposti si attraggono o chi si somiglia si piglia? Al di là di un’esotica quanto a volte irrefrenabile attrazione per ciò che estraneo da noi, io sono per la seconda opzione. Più o meno coscienti, tendiamo a fare gruppo con chi è nostro simile. Con chi la pensa come noi, chi ha gli stessi interessi, modi di intendere la vita, valori. Magari non esattamente gli stessi, ma che comunque con chi ha la stessa scala, la stessa valutazione. Posso facilmente discutere ed andare d’accordo con una persona di destra, se ha la capacità critica, se sa ascoltare, se dà il giusto peso alle cose, se ha senso dell’ironia. Vado d’accordo persino con i romanisti, se rientrano in questi sotto insiemi più grandi!

Questo forse in parte spiega perché la quasi totalità dei miei contatti, in modo ben distante dalla totalità degli italiani, ha votato no (come me). Allargando questo discorso si comprende come ognuno di noi viva in un contesto particolare, ben lontano dalla realtà autentica. Ed il rischio, più che concreto, è che possiamo confondere il primo con la seconda. Possiamo comprendere come alcune persone, circondate da altre che la pensano in un certo modo, possono credere che so, che Uomini e Donne sia uno spaccato della realtà. O che i loschi figuri che hanno ammazzato di botte il povero Willy siano la normalità.

I social, ma mica solo quelli, distorcono la realtà, ci portano a pensare che se Gino, Mario, Antonio, Marcello, Giuseppina e Genoffa credono che i vaccini servono alle multinazionali, allora sarà sicuramente così. Ogni like messo ad un post può diventare la certificazione di appartenenza ad una scuola di pensiero. Il confronto con l’altro, il dibattito, persino il contrasto, ci servono per sviluppare un pensiero autonomo, ma se siamo circondati esclusivamente da interlocutori simili a noi, come possiamo maturare un pensiero critico? E se succede a noi, che in teoria da persone adulte un minimo di senso critico dovremmo ormai averlo sviluppato, cosa può succedere ad un adolescente, che proprio nel conformarsi agli altri cerca le conferme per vincere le proprie insicurezze?

Ho sempre pensato che ragionare con la propria testa sia fondamentale (è quello che ho provato a passare ai miei figli) ma mi rendo conto che l’omologazione è sempre dietro l’angolo, perché è un processo subdolo, che si autoalimenta spontaneamente come una pianta infestante. Forse è per quello che bisogna sempre diffidare di chi porta i nostri stessi occhiali, di quelli che la pensano come noi, dei “tifosi” della nostrea stessa squadra (in politica, ma forse ancora di più, nel calcio). O per tornare ai proverbi, forse è proprio vero che “dagli amici mi guardi Iddio, che ai nemici ci penso io!”

 

 

6 thoughts on “La realtà distorta

  1. Per queste cose sono abbastanza all’antica: perché mai dovre mettere a reprntaglio la salute del mio povero fegato riempiendomi la vita e la bacheca FB di complottari e sovranisti? Non faccio mica di mestiere l’analista di flussi elettorali.
    Unica eccezione, i gattari. Ci sono gattari integerrimi e assai dediti alla causa che riservano sorprese aggiaccianti 😢😳 Un po’ come tra i tifosi della tua squadra, immagino

  2. Mai omologarsi. Pensare sempre con la propria testa, ma soprattutto pensare. Lo spirito critico non è mai abbastanza. Circondarsi di persone che la pensano diversamente serve per crescere, confrontarti, imparare, allargare gli orizzonti, fare nuove scoperte… altrimenti, che barba, che noia!! Ma purtroppo vedo che la maggior parte della gente preferisce accodarsi e mettersi poco o niente in discussione.

  3. Che dire…abbiamo una testa, un cervello… quindi sarà bene usarlo senza lasciarsi condizionare dalle idee degli altri. Spesso mi trovo in disaccordo con persone che la pensano al contrario di me e che cercano di convincermi. Non ci sono gradi di parentele o amicizia. Abbiamo la facoltà di capire le cose giuste, sbagliate, poi se mi accorgo che sbaglio, lo riconosco e chiedo pure scusa. Diciamo che sono una capa tosta!

    Anch’io ho votato no…

  4. Gli opposti si attraggono e chi si somiglia…. direi sono veri entrambi l’importante è non farsi attrarre troppo se poi ti accorgi di andare per una strada che non è la tua e d’altro canto di non appiattirsi fino a perdere la capacità critica. un modo c’è : ad esempio io sono tifoso dell’Inter ma quasi tutti i tifosi dell’Inter che conosco mi stanno sulle scatole… 😆

  5. In realtà per FB non è una questione di Chi si somiglia si piglia, piuttosto l’algoritmo di FB ti fa vedere solo chi ti somiglia. Quindi non sei tu a scegliere, ma lui

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