Se Vannacci pensa che basti rispolverare argomenti razzisti per far presa sull’elettorato ignorante e spaventato.
Se Vannacci pensa di guadagnare consensi con argomenti populisti e slogan semplicistici.
Se Vannacci pensa che sia sufficiente promettere cose irrelizzabili per abbindolare masse di analfabeti funzionali.
Se Vannacci pensa che gli italiani siano così sciocchi da trasformarsi in ultrà da stadio contro lo straniero, francese, tedesco o africano che sia.
Se pensa tutto questo, temo abbia ragione.
E mentre evidentemente lui ha ragione, cari viaggiatori, se noi pensiamo che questa povera Italia sia regredita al 1938, sbagliamo di grosso. Quell’anno, se non altro, vincemmo i mondiali di calcio.

Porco demonio, c’è si gente che lo ascolta. È quello che vogliono chi governa il mondo.
Io spero che qualche barlume di speranza ci sia
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Speriamo Linda
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… forse ha ragione davvero (purtroppo) perché, come suggeriva Pascal, siamo totalmente fragili di fronte all’attrazione emotiva, alla reazione viscerale… e chi fa propaganda lo sa bene
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L’ho pensato anche io leggendo il tuo post. Chissà se davvero Vannacci ha studiato Pascal!
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Non penso, ma è sicuramente meno ignorante di Salvini
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vabbè, tutti gli aspiranti autocrati nella storia hanno basato le loro fortune sul vellicamento della pancia popolare; che, in linea di massima, ha sempre risposto allo stimolo sia in termini di semplificazione dei problemi che di scarso ricorso all’istruzione. La speranza è che il migliorato livello di istruzione della popolazione ela miglior comprensione delle problematiche diminuiscano sempre più queste risposte viscerali. Comunque uno zoccolo duro di almeno il 5% rimarrà sempre.
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Alternative al suffragio universale?
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Ahimè non ce ne sono! Come diceva Churchill, la peggiore democrazia sarà sempre meglio della migliore tirannide
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Comincio a non esserne più così sicuro. Negli USA che cosa c’è adesso, una democrazia? Vabbè che gli americani sono un caso limite. All’università gli studenti ignoravano ci fosse stata una cosa chiamata Seconda Guerra Mondiale e il giorno successivo alle elezioni del sindaco, nel 2013, alla mia domanda su quanti di loro erano andati a votare, i dieci presenti risposero che nemmeno sapevano che ci fossero state le elezioni. E parlo di giovani adulti che freqentavano il college a New York. Pubblico, certo, ma insomma… Viva dunque la democrazia, ma un po’ di più istruzione ed educazione civica non guasterebbero.
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