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Sulla pelle della gente

Faccio una premessa. Le parole della responsabile dei Giovani Democratici Virginia Libero a proposito della guerra in Ucraina, mi erano piaciute molto. Mi era piaciuto che venissero dai ragazzi, che fossero chiare e, vivaddio, come diceva Nanni Moretti, che venissero da sinistra. Poi certo, c’è stata una brusca e repentina retromarcia, in cui la stessa ha dichiarato che è giusto difendersi di fronte ad un’aggressione. E ci mancherebbe! Ma dopo quasi un lustro di guerra però sarebbe anche ora forse di cercare soluzioni diverse ad una situazione che dopo circa mezzo milioni di morti (stima difficile, ma probabilmente in difetto) non è stata minimamente risolta, né può esserlo in tempi brevi. Che fare dunque?

Cari viaggiatori ermeneutici, se pensate di trovare in un blog la soluzione ad un problema come questo, vi ringrazio per la stima e la fiducia, però temo seriamente mal riposte! Però qualche considerazione mi sento di farla lo stesso. Che ci siano molti interessi diversi da una parte e dall’altra (più o meno manifesti), che ci siano regie più o meno occulte, che le ragioni – pur con gradazioni diverse – non siano da una parte sola, mi sembra evidente. Ma a volte bisogna andare oltre i torti e le ragioni, bisogna avere il coraggio di fare un passo indietro, soprattutto se continuare ad andare avanti significa farlo sulla pelle della gente.

Da parte dell’Europa, continuare a finanziare una guerra che non potrà essere vinta, sembra ogni giorno che passa un suicidio collettivo. Da parte della Russia voler stravincere quando si è praticamente raggiunto l’obiettivo (almeno uno, la conquista dei territori russofoni) iniziale, sembra altrettanto suicida. Tralasciando gli altri attori più o meno coinvolti (l’America in primis), in mezzo c’è l’Ucraina: aggredita, violentata, depredata di territori, senza alcuna possibilità di riprenderseli. Può piacere o meno, ma la fine del conflitto è il minore dei mali per tutti. E già si capiva qualche tempo fa e qualche morto in meno: quanti ancora dovranno morire per renderlo manifesto a tutti?

Una forza di sinistra oggi dovrebbe avere il coraggio di dire questo. Virginia Libero c’ha provato, ma temo che interessi superiori (gli stessi che fanno proseguire questa guerra insensata da quattro anni) l’hanno messa a tacere. E’ sconfortante dover riconoscere (almeno per me che non ho mai amato i 5 Stelle) che in questo contesto, Conte ha sempre avuto una posizione netta (che poi avesse anche interessi poco chiari a portarla avanti, di fronte al mezzo milioni di morti, diventa una questione secondaria). Sarebbe bello poter dare la parola al Disertore di Ivano Fossati (andatevela a riascoltare), manifesto imperituro contro la follia di qualsiasi conflitto.

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