Due o tre cose che penso sulla Grecia

I Greci stanno andando in bancarotta. Un po’ come tutti quelli laureati in filosofia.”

C’era una classe di ragazzi che cominciava un anno scolastico. Erano amici come si può essere amici in una classe: qualcuno più simpatico, qualcuno meno, c’era il secchione, lo sfaticato, quello pronto sempre a scherzare, quello più musone. Non si erano scelti, si erano trovati lì e volenti o nolenti dovevano stare insieme.

Finché sei ad ottobre, nei primi mesi dell’anno problemi non ce ne sono. Poi però si va avanti e allora si cominciano a vedere le differenze. Chi ha studiato fin dall’inizio non ha problemi, a chi invece mancano le basi sorgono le prime difficoltà. E una volta magari con qualche aiuto, copiando qui e là, riesci a mascherare. Un’altra volta ti giustifichi, poi fai qualche assenza, ma alla fine dell’anno non è detto che tutti riescano ad andare avanti. Come diceva il prof. Mortillaro ne “La Scuola“, c’è chi è nato per studiare e chi è nato per zappare. E per tanti che sono promossi, c’è sempre qualche rimandato e a volte anche bocciato.

Dispiace, certo. Ma prima o poi bisogna fare i conti con la realtà. Se sei in gamba capisci dove hai sbagliato e riparti con nuovi propositi e nuovo entusiasmo, altrimenti fai la vittima e dai la colpa al destino cinico e baro. Oppure alla professoressa culona inchiavabile. O magari alle banche brutte e cattive, al complotto giudaico massonico, alle democrazie plutocratiche, alla Spectre, alle scie chimiche, alle cavallette. E in men che non si dica ti ritrovi a votare Alba Dorata. Oppure Salvini. O Grillo. Gemelli diversi, in fondo esattamente la stessa cosa.

Vi invidio. Non sto scherzando, davvero. Invidio tutti quelli che hanno le idee chiare su questa vicenda. Che sanno esattamente di chi è la colpa, chi sono le vittime e chi i carnefici. Invidio soprattutto chi conosce con certezza quale sia la soluzione. Cosa sia meglio, ma soprattutto per chi. Davvero, vi invidio molto.