Cercasi impiegata di bella presenza

Che in realtà poi non sarebbe mica strano. Se ad esempio si ricercasse un posto in cui non si deve fare nulla e non un impiego in cui bisogna anche mettere in moto anche l’intelletto. Soprattutto non sarebbe strano se un annuncio simile si trovasse in un qualche bacheca anonima in un bar o su internet e non sul portale istituzionale per un progetto  governativo della Repubblica Italiana (quella fondata sul lavoro). Ma del resto di che ci stupiamo? Di cosa ci meravigliamo? C’è ancora qualcuno che crede che l’aspetto fisico sia un elemento irrilevante soprattutto per le componenti del gentil sesso nella ricerca del lavoro, come in qualsiasi altro contesto relazionale?

Non è giusto? Ma certo che non lo è. Ma da quando in qua il mondo in cui viviamo è giusto? Quell’annuncio in un sito istituzionale rompe il velo dell’ipocrisia, svela l’assassino prima del tempo, per questo è stato rimosso. Non perché sia falso, non perché l’aspetto fisico non verrà preso in considerazione, non perché finalmente il merito, la sostanza, le capacità varranno più di un fisico perfetto.

Viviamo nella società dell’esteriorità, in cui l’apparire è molto più importante dell’essere, una società che non è meritocratica, che non premia le competenze, ma le fattezze e alle conoscenze preferisce le referenze. Una società per di più profondamente maschilista, piena di pregiudizi al punto che un ministro donna (mi rifiuto di chiamarla ministra almeno finché voi non dite giornalisto, di uno che scrive sul giornale di sesso maschile) di bella presenza è inammissibile che sia anche intelligente e capace, dev’essere per forza raccomandata o mezza zoccola (sono quasi certo che se la Boschi fosse stata una tipo la Bindi, avrebbe avuto meno della metà della metà delle critiche che ha avuto in questi anni).

Potrà farci piacere o meno, ma così funziona la realtà: basteranno due belle tette per sbaragliare moltitudini di neuroni, non ci sarà mai partita fra il sensuale accavallamento di due gambe stile Sharon Stone e l’ardito e fantasioso accavallarsi delle sinapsi (ma non è che poi per noi maschietti sia molto diverso. Solo che essendo appunto una società maschilista, dove gli uomini sono nel 90% dei posti di comando, siamo quindi noi a decidere).

E se non la pensate così siete controcorrente, siete fuori moda. Oppure vi atteggiate a bastian contrario. Come quegli illusi che ancora non si arrendono alla realtà così com’è. Allora vi potrebbe capitare di scrivere un elogio della bruttezza. E magari mettervi a ballare i Bee Gees, perché non vi acconteterete di una impiegata di bella presenza, vorrete More than a Woman!