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Nessun rimorso, nessun rimpianto

Che cosa vorresti poter dire a te stesso a 20 anni?

Continuo a seguire le sollecitazioni di WordPress. Cosa gli direi al me stesso di 40 anni fa? La suggestione è forte, ma non ho la risposta esatta, potrei solo immaginarmela. In realtà però la curiosità vera sarebbe un’altra: perché mentre non avrei un granché da dire al mio me ventenne, però mi piacerebbe ascoltare quello che avrebbe da dirmi lui vedendomi adesso.

Non credo che sarebbe molto sorpreso. Si ritroverebbe in molte delle cose che ho e che sono oggi: in fondo amo la stessa persona (questo forse un po’ lo sorprenderebbe), tifo per la stessa squadra di calcio (di questo non avrebbe mai dubitato), leggo gli stessi fumetti e gioco a calcetto quasi con le stesse persone. Sicuramente si meraviglierebbe del mio percorso lavorativo, che era quanto di più distante si sarebbe immaginato e anche augurato. Ecco, forse questa sarebbe una delusione.

In effetti non avrei molto da dirgli perché mi ricordo bene quello che pensavo allora e non avrei molto da aggiungere. Gli darei dei suggerimenti? Dei consigli non richiesti? E a che prò? Per aiutarlo a sbagliare di meno, qualcuno potrebbe dire. Ma alla fine è proprio dagli sbagli che si impara di più e qualche salutare porta in faccia è bene prenderla. E poi non sono mica così sicuro che mi starebbe a sentire.

Il mio io ventenne era molto sicuro di sé, delle sue scelte e dei percorsi da prendere. Cosa potrei dirgli? Di ascoltare di più e parlare di meno. Gli consiglierei un po’ più di leggerezza (già a vent’anni ero un po’ pesante, figuriamoci oggi) e gli direi di osare percorsi inconsueti. Gli direi di non rimandare troppo, che poi certe cose o le fai a quel tempo o non le fai più. Ho imparato a nuotare a 50 anni suonati, l’avessi fatto prima sicuramente sarei molto meno impedito di quanto sono! Non che poi abbia chissà quali rimpianti, però sicuramente il vizio di rimandare le cose ce l’ho sempre avuto ed è una cosa che poi ti rimane addosso.

Gli direi di cominciare prima possibile a non pensarsi indispensabile. Anzi gli direi proprio di provare a rendersi superfluo (tanto so che non mi ascolterebbe…vedi il primo consiglio!). Gli direi di cercare di piacere, più che compiacere, ma soprattutto gli direi che prima del perché, prima del quando, prima anche del cosa, bisogna curare il come. In ogni situazione, il come farà la differenza.

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I miei dieci film preferiti

Come il mio amico Topper, non sono solito seguire i suggerimenti di WordPress, ma effettivamente per un cinefilo amante delle liste come me, la tentazione era troppo grande e allo stesso tempo innocua. E chi sono io per oppormi alle tentazioni? Dunque procediamo con la lista:

  • Al primo posto senza dubbio metto L’Attimo Fuggente. Perché c’è il mio attore preferito, perché la poesia e il messaggio del film sono secondo me impareggiabili, perché l’avrò visto mille volte, ma ogni volta riesce a commuovermi.
  • Subito a seguire Forrest Gump. C’è il mio secondo attore preferito, la trama è bellissima, così come la colonna sonora.
  • E a proposito di colonne sonore, il terzo posto lo assegno a Il Grande Freddo, anche qui per un musica insuperabile, ma anche per la storia sul valore dell’amicizia.
  • Al 4 posto ci metto C’era una volta in America, capolavoro assoluto, rivisto da poco, ma anche in questo caso, non smette mai di catturarti.
  • Al 5 posto, in rappresentanza del genere commedie romantiche, ci metto Harry ti presento Sally, perché oltre la trama molto carina, ha delle battute fulminanti e delle scene impareggiabili.
  • E a proposito di battute il, “Sono troppo vecchio per queste stronzate” fa entrare in classifica al 6 posto Arma Letale (il secondo episodio secondo me è il più bello della saga, anche perché c’è Patsy Kensit), in rappresentanza dei polizieschi.
  • In rappresentanza dei film musicali (ma questo è molto di più) al 7 posto non può mancare i Blues Brothers, colonna sonora inarrivabile, battute che fanno parte ormai del mio bagaglio culturale.
  • All’8 posto Schlinder List, perché Spielberg è forse il mio regista preferito e avrei potuto mettere molti dei suoi film, ma poi la storia che racconta non può non essere ricordata
  • Al 9 posto metto Frankenstein Junior, trama leggera e un po’ sconclusionata, ma anche qui battute memorabili.
  • Non ce n’è neanche uno italiano. I gusti sono gusti, però al 10 posto uno in rappresentanza non può mancare e quindi chiudo l’elenco con il Marchese del Grillo, anche questo visto un milione di volte, ma sempre esilarante.

Mi rendo conto che, almeno alcuni, non sono proprio dei capolavori assoluti, non avrebbero un posto d’onore nella storia del cinema, ma la domanda era legata al gusto soggettivo ed è questo che ho seguito fedelmente! Non a caso sono quasi tutti film degli anni 80, quelli della mia adolescenza, il tempo in cui anche un film riesce a farti sognare!