Che bello starsene sdraiati sull’erba fresca del prato appena tagliato! Questo immagino stia pensando ora la mia Didi, mentre se ne sta in grazia di Dio, stravaccata nel giardino della nostra casa al mare. E però, c’è sempre un però, qualcosa turba la sua pace: un merlo dispettoso che le zompetta vicino, infilandosi sotto la siepe, quel tanto che basta per farla scattare, senza ovviamente che riesca a prenderlo.
Che poi, dico io, ma che fastidio ti dà quel povero merlo! Lascialo in pace, vivi e lascia vivere. E invece no! Richiami ancestrali quando magari i tuoi avi andavano a caccia o difendevano territori, ti fanno stare all’erta, pronta a scacciare l’intruso, proteggendo la casa contro ogni possibile minaccia. Quanti sei buffa Didi mia! Ma neanche al merlo fai paura, tant’è che ritorna imperterrito, come se nulla fosse. Chissà, magari è una specie di gioco, anche per lui.
A pensarci, non è solo Didi ad essere buffa. Anche noi, mica scherziamo. Quanti merli ci sono nella nostra vita che ci disturbano, che ci fanno imbestialire, ma nemmeno sappiano noi il perché? Persone, situazioni, eventi, che nel tempo si ripetono e ogni volta hanno la capacità di urtare il nostro sistema nervoso, scatenando le nostre reazioni senza un vero e proprio motivo. Magari un tempo questo motivo ci sarà pure stato, ma oggi non c’è più. La gente cambia, le situazioni si modificano e quello che prima era importante, oggi non conta più. Però forse anche noi abbiamo delle cicatrici nella memoria sensibile, delle tracce di ieri difficile da cancellare che ci impediscono di vivere tranquilli l’oggi.
Quindi cari viaggiatori ermeneutici, non so se ha ragione Vasco a dire che la vita è un briciolo che vola via, o forse lo dice meglio Baglioni e la vita è proprio adesso, in ogni caso, non vale la pena sprecare ancora tempo a cacciare i merli. Non ce ne curiamo, dimentichiamoci di loro e senza che ce ne accorgiamo voleranno via da soli. Perché in realtà ha ragione (non una, mille ragioni) Audrey Hepburn: per essere davvero felici bisogna avere una memoria corta (oltre ad una salute di ferro!)
