Di borse dell’acqua calda, ombrelli, Scalfari e ciabatte pelose

Siamo capaci di apprendere. Questa è una verità rassicurante. Se siamo capaci di apprendere, siamo capaci di migliorare, di imparare dagli sbagli, di rubare le buone idee, di superare gli errori di ieri per costruire i successi di domani. Oggi. In ogni momento. Apprendiamo, incameriamo informazioni utili e quasi inconsapevolmente siamo in grado di utilizzarle al momento opportuno.

Oggi, ad esempio, ho imparato che le borse dell’acqua calda sono un presidio medico. E quindi sono scaricabili. Perché le pasticche per il colesterolo no e le borse dell’acqua calda sì? Ma soprattutto, considerato che le pasticche per il colesterolo costano 20 euro e durano 20 giorni e le borse dell’acqua calda costano 7 e 50 e durano una vita, perché non fare l’inverso? (Che poi, contrariamente alle donne di casa mia che la adorano io ho una sana repulsione per la borsa dell’acqua calda. Ma che beneficio può fare buttarsi addosso sta roba gommosa con 750 gradi fahrenhei??? Mah!).

Poi ho scoperto che si può anche venire in ufficio in ciabatte. Pelose. In pieno inverno. Senza calze. E nonostante ciò essere alla moda. Poi magari la sera hai bisogno della borsa dell’acqua calda. E vedi che tutto torna.

Perché non solo apprendiamo. Siamo anche capaci di insegnare, di diffondere cultura, nuove tecniche, che magari un giorno faranno tendenza, saranno copiate e diffuse in ogni luogo. Ad esempio noi, quando venimmo ad abitare in questo palazzo (che è una succursale di un reparto geriatrico) siamo stati i primi a lasciare gli ombrelli zuppi aperti davanti alla porta di casa (perché, voi invece siete di quelli che se li portano dentro e li fanno sgocciolare di qua e di là? Ma che male c’è a lasciarli di fuori? Posto che abbiate abbastanza fiducia nel genere umano e conoscenza dei vostri vicini, tale che siete sicuri che non se li freghino). Insomma, arrivati qui ci guardavano un po’ storti. Alzavano il sopracciglio. Sbuffavano. Ma noi imperterriti abbiamo perseverato. Ed ora quando piove, in ogni piano è un fiorire di ombrelli! Arrivo a dire che ci sono ombrelli aperti anche quando non piove!

Forse per questo ci spaventano le novità assolute, l’ignoto, ciò che sta fuori da tutte le nostre esperienze precedenti. Figuriamoci se uno ha 90 anni! Ce la possiamo prendere quindi con il povero Scalfari? Da una parte un puttaniere, ladro, corrotto e corruttore. D’altra il vuoto siderale, l’uomo senza qualità, dalla geografia fantasiosa e la cultura da perito industriale (con tutto il rispetto per i periti industriali). E gli hanno detto scegli. C’era poco da imparare. E poco da insegnare. Un po’ come se gli avessero chiesto, preferisci un cancro maligno o il nulla cosmico? Pover’uomo, che avrebbe dovuto dire?