Contra i leccaculo

Sarà l’entrata dell’ora solare, che mi mette sempre di malumore, sarà questo tempo schifido che ci ricorda che nonostante ancora faccia caldo in realtà novembre è ormai alle porte, sarà questo, sarà quello, oggi voglio proprio scrivere una bella invettiva! E la voglio scrivere conto gli adulatori, ben concretamente descritti come “leccaculo”.

Io non sono mai stato capace di adulare. Anzi. La paura di poter dare il sospetto di star adulando qualcuno, mi ha forse spesso reso non troppo simpatico alle persone di potere con cui ho avuto a che fare. Perché poi, in effetti, alle persone di potere piace essere adulate. Forse non a tutti, ma a buona parte sì. Piace avere il consenso, ma soprattutto essere rassicurati del consenso, avere conferme di essere nella strada giusta. Hai bisogno di qualcuno che ti dica “quanto sei bravo?” Non è abbastanza chiaro ed evidente se stai facendo bene o stai facendo una cacata?

Da che si deduce che non sono né sarà mai una persona di potere. E infatti mi sa che non sono mica tanto bravo ad esercitare il ruolo con quel minimo di autorità che le vicende personali e lavorative mi hanno portato a ricoprire. Ma questo è un altro discorso.

Gli adulatori mi hanno sempre dato molto sui nervi, fin dai tempi della scuola. Mi davano sui nervi loro, mi davano sui nervi quelli che si approfittavano di loro e come un circolo che si monta con una serie di rimandi, mi dava sui nervi che gli adulatori non si accorgessero che gli adulati non li tenessero nella benché minima considerazione, sotto sotto, considerandoli per quelli che erano: dei poveri Cristi in cerca di qualche tornaconto. Ma quali tornaconto pensate di ottenere? Come potete pensare che poi l’adulato di turno si ricordi delle vostre belle bugie e vi restituisca un qualche vantaggio?

Proprio quel ruolo di cui dicevo mi è toccato in sorte di interpretare, mi ha dato a volte la strana posizione di essere nelle condizioni di essere adulato. Raramente, grazie al cielo. Perché l’ho sempre vissuto con un enorme imbarazzo: un imbarazzo così evidente, che ben presto l’adulatore di turno se ne rendeva conto e girava a largo.

E quindi, se proprio avete una lingua lunga, datemi retta: la fate lessa con una bella salsa verde e andate sul sicuro. Buon appetito!