Pezzetti di noi

Le piante per diffondere il loro seme utilizzano gli insetti, gli uccelli, la lanugine che grazie al vento può coprire grandi distanze. Molto spesso la creazione funziona così: gli esseri viventi inviano versioni di se stessi verso la grande incognita del futuro. Per far questo si servono di aiuti casuali, spesso inconsapevoli, che non si sa se avranno avuto effetto, se incontreranno condizioni favorevoli, se attecchiranno in un terreno fertile o si perderanno in mezzo ai rovi.

E’ come suonare una musica, lasciando che le note si diffondano intorno, senza una meta precisa, con la speranza però che un orecchio meno distratto possa coglierle e magari rilanciarle, canticchiando il motivo mentre l’ascoltatore si allontana per i fatti propri. O come il profumo di un piatto ben cucinato, che solletica l’appetito e la fantasia di chi lo intercetta, risvegliando in lui antichi sapori apparentemente dimenticati.

Allo stesso modo scriviamo nei nostri blog, lasciando pezzetti di noi nel vasto mare del web, sperando che chi li legga sappia cogliere quello che volevamo trasmettere. E quando magari dopo qualche tempo ci capita di rincontrarli, rileggendo quello che avevamo scritto, ci sorprendiamo un po’, a volte apprezzando, a volte invece domandandoci cosa avessimo in testa quel giorno per scrivere certe cose. Emozioni, sentimenti, opinioni che comunque hanno fatto parte di noi. E se pensiamo che in due anni circa il nostro corpo si trasforma completamente, rinnovando tutte le cellule e il materiale organico di cui è composto, forse proprio il blog, questo contenitoro virtuale di opinioni, ci aiuta a ritrovare la strada di casa, ci aiuta a ricordare chi siamo.

Give a little bit
Oh, give a little bit of your love to me
I’ll give a little bit
I’ll give a little bit of my life for you
Now’s the time that we need to share
So find yourself, we’re on our way back home