Consigli di lettura non richiesti. 20/ Lethem – Manzini – Kerr

Dobbiamo stare tutti a casa. E fin qui, mi sembra che il concetto sia chiaro a tutti. Mai come in questo momento quindi possiamo dedicarci ai nostri hobby. Ad esempio la lettura! Così ritiro su questa rubrichetta che proprio in un momento come questo potrebbe avere una qualche utilità.

In questo ventesimo consiglio di lettura (assolutamente non richiesto) vi suggerisco tre autori, ma un unico genere, declinato in modi molto diversi, ma soprattutto ambientato in tempi e luoghi molto diversi. Il genere è il poliziesco, gli ambienti sono l’America degli anni 70, la Germania degli anni 30 e l’Italia di oggi.

Jonathan Lethem con il suoIl detective selvaggio” ci porta nella California dei favolosi Seventies, in stranissime comunità hippies dedite a riti bizzari, fuori dal tempo e fuori dal mondo. Il suo personaggio è il classico antieroe, ironico e alternativo, perfettamente calato in questa strana realtà alternativa, con leggi e norme valide solo lì. Una lettura molto agile e divertente.

Philip Kerr invece con il suo “Violette di marzo” (La trilogia berlinese di Bernie Gunther), ci porta in Germania mentre si svolge l’Olimpiade che doveva segnare il trionfo del regime nazista agli occhi del resto mondo. Questo romanzo è il primo di una trilogia e fino ad oggi l’unico ristampato in Italiano, ma spero sia presto seguito anche dagli altri, perché la storia è molto avvincente. Il protagonista è un detective privato che deve risolvere casi districandosi fra i colpevoli e un regime che diventa sempre più oppressivo ed invadente. Una lettura avvincente, adrenalinica.

L’ultimo consiglio riguarda Antonio Manzini. La “Pista nera” è il primo volume delle storie del vicequestore Rocco Schiavone, reso celebre in TV dal volto di Marco Giallini. Debbo dire che avevo visto alcuni episodi della fiction televisiva e, pur con la grande simpatia che mi fa Giallini, non mi avevano proprio entusiasmato. Mi sembravano molto lenti e lui un po’ troppo macchiettistico. I libri, al contrario, mi sono piaciuti molto. Partendo da questo romanzo, in un paio di mesi li ho letti tutti, perché in effetti sembrano tanti capitoli di un’unica libro, con moltissimi rimandi l’uno con l’altro e una storia parallela che prosegue lungo tutti i libri e accompagna le singole storie narrate. Lo Schiavone dei libri mi è sembrato molto più credibile di quello televisivo. Molto belli e molto verosimili anche tutti i personaggi che gli ruotano intorno. Dovessi anche qui definire la lettura in due parole, farei un mix dei due precedenti: avvincente, ma anche molto divertente.

Come sempre più spesso mi capita li ho letti tutti in versione Kindle, che vista la situazione è anche la soluzione più comoda per averli in casa senza difficoltà. Buona lettura!