La lontananza

“La lontananza sai, e come il vento
spegne i fuochi piccoli, ma
accende quelli grandi…”

Ma chi l’ha detto? Chi l’ha solo pensato che la lontananza avvicina? Un cretino! La lontananza allontana, lo dice pure la parola. La lontananza può farti sentire la mancanza, può farti apprezzare quello che fin lì avevi avuto sottomano e non avevi mai valutato appieno. Ma per il resto state tranquilli, che stare lontani non avvicina per niente. Mi sembra come quei proverbi consolatori, che tentano di contraddire delle verità lapalissiane. Tipo “sposa bagnata, sposa fortunata”. Ma fortunata di ché? Ti sposi il 15 luglio perché speri nel sole, se no ti sposavi il 15 novembre. Se poi piove è una grandissima sfiga, altro ché!

Certo, si può stare lontani anche vivendo fianco a fianco, come compagni di banco a scuola che non si sopportano. E ci si può sentire vicini anche con chi sta dall’altra parte del mondo. Perché la lontananza non si misura in centimetri, ma in battiti. Però anche il battito più forte a grande distanza non si sente più.

Quindi mi dispiace per i poeti, per Modugno e per i romantici. La lontananza non avvicina. Tutt’al più ci può far rendere possibile guardare l’altro in tutta la sua figura, stagliato contro il cielo come una stella di notte. E così, da quella distanza possiamo capire davvero quant’è lontano o vicino al nostro cuore.