Te la do io l’America

Quello che abbiamo viaggiato insieme, nessuno potrà più portarcelo via

Se c’era un sogno nella mia vita, che prima o poi ero certo di realizzare, era quello di tornare in Arizona. C’ero stato in viaggio di nozze, venticinque anni fa, il viaggio della vita. E così non mi sono lasciato scappare l’occasione dei festeggiamenti per la ricorrenza per tornare. “Ma con tutte le mete e le destinazioni esistenti. Con tutti i posti che non hai ancora visto, perché tornare dove sei già stato?”

Bella domanda. A cui però non c’è una risposta. Non lo so perché: forse perché il viaggio più autentico è sempre un ritorno, forse perché ognuno di noi ha un posto del cuore ed è lì che vuole sempre ritornare. Oppure magari è vero che ho letto troppi fumetti western! In ogni caso se mi avessero chiesto, potendo fare un viaggio, dove vorresti andare? Non avrei avuto dubbi, in Arizona! E così da un annetto circa ho cominciato a pianificare il viaggio, scegliendo l’itinerario, individuando le cose da vedere, monitorando le tratte aeree e le sistemazioni migliori. Per l’occasione anche i figli, dopo qualche discussione e qualche concessione, hanno deciso di seguirci e poi si sono agginti anche alcuni amici carissimi. Alla fine eravamo in sette: come i magnifici sette, le sette meraviglie i giorni della settimana o se preferite i nani di Biancaneve.

Fosse stato per me avrei concentrato il viaggio nel selvaggio west, ma che fai, vai in America e non passi a New York? E così la prima tappa era scontata. Per rientrare in Italia poi bisognava comunque arrivare in California e non vuoi fare un salto a Las Vegas? E così anche la penultima e l’ultima tappa erano stabilite e direi quasi obbligate: 18 giorni in tutto, perché di più non avrebbero retto né il nostro portafogli, né la pazienza dei figli che volevano essere in Italia per Ferragosto.

E’ stato un viaggio fantastico, quasi meglio di come me l’ero immaginato, con qualche contrattempo, che però è quasi inevitabile, ma con moltissime cose belle che ci rimarranno dentro per molto tempo. Dividerò il resoconto a tappe, seguendo il nostro itinerario, così da non appesantire la lettura dei miei pazienti viaggiatori ermeneutici. Per cominciare confermo quello che scrivevo qui riguardo l’America e gli americani, per il resto vi rimando alla prima tappa, che ovviamente riguarderà la grande mela: New York City!