Ogni tanto ritiro fuori questa rubrichetta dei consigli di lettura, soprattutto quando mi capitano romanzi che vale la pena suggerire ai miei affezionatissimi viaggiatori (in questo caso lettori) ermeneutici. E in effetti negli ultimi tempi sono stato particolarmente fortunato nell’imbattermi in alcuni romanzi che davvero mi sento di consigliare.
Partiamo con El Hombre di Guillermo Arriaga, che in realtà è uno sceneggiatore di grandi film, ma in questo caso si è cimentato in una storia che racchiude e rappresenta in maniera esemplare il mito della frontiera americana. Sei voci differenti si alternano nel racconto della vita di un personaggio straordinario che nel corso dell’800 vive e in qualche modo influenza la colonizzazione del selvaggio west, con un occhio particolare alla questione della schiavitù, vista e raccontata in una maniera assolutamente originale. Un paio di queste voci infatti appartengono a degli ex schiavi che narrano le loro storie, dal momento del rapimento in Africa all’arrivo negli Stati Uniti. Le sesta voce è invece contemporanea, perché appartiene ad un discendente del personaggio principale che vuole ricostruire la storia dell’illustre progenitore, scoprendo cose dimenticate dal tempo. 800 pagine che vi voleranno fra le dita, una storia che vi terrà incollati fino alla fine.
Il secondo consiglio riguarda La Figlia della libertà di Luca Di Fulvo un autore italiano, di cui avevo letto già un bel romanzo La gang dei sogni (recuperate anche questo se vi piace quello che vi suggerisco). Anche qui parliamo di un romanzo corale, che spazia dalle steppe russe alla Sicilia di inizio 900, fino in Argentina dove i tre protagonisti della storia incrociano le loro strade e trovano il modo di riscattare un destino di sofferenza e privazioni. Una bella storia, mai scontata, che racconta in modo crudo, ma mai disperato, le difficoltà di un periodo storico duro e il formarsi di una nuova nazione che offre nuove opportunità a chi ha la forza e il coraggio di ricostruire le proprie vite.
L’ultimo consiglio riguarda il debutto letterario di Florence Knapp, scrittrice inglese che con il suo Tre Nomi, sta avendo un successo planetario. Romanzo davvero originale: i tre nomi del titolo riguardano il protagonista del romanzo, o meglio i tre protagonisti che però sono la stessa persona. L’autrice infatti immagina tre differenti vite a seconda del tipo di nome scelto per il nascituro. Vite simili, ma sostanzialmente differenti. Una sorta di What if, come nelle storie a fumetti, in cui per l’eroe di turno si immagina un futuro diverso da quello stabilito. Un romanzo in cui si mette in evidenza il tema della possibilità, delle tante alternative che possono prendere le nostre vite anche solamente per la scelta di un nome, piuttosto che un altro. Molto bello, divertente, ma allo stesso tempo, che fa riflettere.
Buona lettura!


