Meraviglioso! Ovvero la classifica delle 10 cose da fare

Il mio amico Zeus mi stuzzicava a riprendere la categoria “classifiche di”, parlando di film. In realtà una classifica del genere l’avevo già scritta (chi vuole se la va a leggere qui, Le 10 scene indimenticabili) e fare un doppione aveva poco senso. Però a quel punto le sinapsi si erano messe in moto e quindi ho pensato bene di intrattenervi su una classifica un po’ diversa, quella delle 10 cose da fare. Quando? Entro l’anno? Prima di andare in pensione? Prima di morire? Non si sa. Non fate domande, ma soprattutto non aspettatevi risposte intelligenti. Non c’è niente di eccezionale, non sono obiettivi stratosferici. Sono troppo pigro per gli obiettivi sfidanti e troppo egocentrico per elencare cose da fare quando già so che non c’è possibilità alcuna che vadano in porto. Come dite? 10 cose minchione? Perché avevate dubbi?

Trovare la giusta distanza. Troppo o troppo poco? Distante o  vicino? Scotta o al dente? Dolce o amaro? Cosa c’è di più soggettivo della giusta misura? Tralasciando per un attimo le questioni gastronomiche, chi è in grado di stabilire la giusta distanza fra le persone? Ecco, se qualcuno me lo insegnasse penso che cercherei di imparare velocemente. Perché questa davvero è una cosa che temo di non aver imparato bene in questi primi 48 anni di vita.

Andare di più al cinema. C’è stato un periodo che con Ale andavamo al cinema spessissimo, poi arrivati i figli, se escludiamo tutti i cartoni animati della Disney e della Pixar, non ci siamo più andati. Bisogna ritornarci.

Tornare in Arizona. Eh sì, questo viaggio a Londra mi ha fatto tornare la voglia di girare il mondo e in particolare la voglia di quel viaggio. Quello con la V maiuscola!

Evitare domande inutili. Me ne rendo conto. A volte sono un gran scassaminchioni. Un po’ perché sono curioso, un po’ perché non mi arrendo di fronte ai fatti nudi e semplici. Vorrei sempre capire i perché delle cose. Invece a volte non c’è proprio niente da capire. A volte succedono cose stupide, senza un vero motivo, senza alcun perché: per questo a volte è inutile fare domande.

Ricominciare a giocare a pallone. Dall’11 settembre, infausta data del mio incidente, sono passati 6 mesi, 17 giorni a qualche ora. Mai nella vita ho passato tanto tempo senza prendere a calci un pallone. Che continuo a pensare essere la seconda cosa più bella che si possa fare su questa terra. Questa è la cosa da fare con la massima urgenza.

Diffidare delle persone troppo sorridenti. Sono uno che tende sempre a fidarsi o comunque tendo a pensare che gli altri siano persone mediamente per bene. Come dicevo altrove, diffido delle masse, ma ho grande fiducia nei singoli. E però…e però forse sarebbe bene cominciare a evitare aperture di credito “al buio”. Sarebbe bene diffidare un po’. Soprattutto da quelli tutti sorrisi e cordialità. Diffidare!

Scalare il Velino. Qui devo giusto dar retta al mio amico Fabrizio. E se lui dice che anche una mezza schiappa come me ce la può fare, allora è giusto provarci.

Attenersi alla forma. La mia educazione cattocomunista mi ha portato a pensare fin da sempre che l’importante nella vita fosse il contenuto. L’interiorità, il cuore delle cose, ciò che sta dentro, nel profondo, è l’unica cosa che conti veramente. Poi certo crescendo scopri che anche la forma ha la sua importanza, che l’apparire conta, ma sempre in un’accezione negativa. L’esteriorità può essere una bella facciata, utile, ma sotto sotto la vocina della coscienza ti dice “lascia stare, non badare a queste cose, non sono quelle davvero importanti” La realtà è invece che, soprattutto in certi ambiti, la forma è l’unica cosa che conta e non vale proprio la pena sprecare tempo ed energie per ricercare qualcosa di più. Soprattutto, in certi contesti mefitici, fatti di ruffiani, leccaculi, mignotte e raccomandati, il contenuto è più marcio della forma. E meno ci entri in contatto, meno corri il rischio di sporcarti anche tu.

Smetterla di pensarsi indispensabile. Ebbene sì! Ce la potete fare anche senza di me. Pensiero stranamente rilassante. Arrivo a pensare che forse io stesso riesco a farcela senza di me. Quasi quasi mi fermo un giro e vedo da fuori quello che succede.

Frequentare un corso di Bon Ton. Così da imparare a dire “meraviglioso”, come mantra e soprattutto come valida alternativa ad un uso prolungato del lansoprazolo.

IMG-20150328-WA001