Non nel mio giardino

Io ne capisco poco. Ma il realtà penso di capire benissimo. Perché da una parte non saprei entrare nei dettagli tecnici della questione, ma nonostante questo sulla questione della Tav mi sono fatto un’idea molto chiara. Un collegamento ferroviario europeo, una strada ferrata che in modo più o meno diretto colleghi Vienna a Parigi, che da Est a Ovest unisca più di metà del vecchio continente non è solo un’opera utile. Probabilmente nel campo dei trasporti è la cosa più strategica e intelligente che sia stata progettata negli ultimi trent’anni. Tutti ci lamentiamo del traffico automobilistico, del fatto che questi enormi camion pieni di merci sono un pericolo per tutti e poi quando finalmente si vuole costruire un’alternativa che succede?

Succede quello che si ripete puntualmente ovunque e per le situazioni più disparate. Abbiamo un gigantesco problema di smaltimento rifiuti? Ci sarebbe bisogno di un termovalorizzatore? Certo, basta che lo facciate lontano da me. Ci sarebbe bisogno di una nuova centrale elettrica? D’accordo, però costruitela più in là. Abbiamo bisogno di portare il gas dall’Africa o dall’Asia? Ok, ma passasse da un’altra parte. Insomma, fate quel che volete, ma non nel mio giardino.

E’ comprensibile, persino scontato che le comunità colpite più da vicino da queste grandi opere si lamentino. Ma governare significa esattamente questo: cercare il bene comune, bilanciando il bene di molti e i disagi di pochi. Un governo serio gestisce in modo equilibrato queste dinamiche. Esistono le compensazioni, ci sono opere specifiche da poter realizzare ad uso e consumo di quelle comunità. Quello che non dovrebbe mai fare è cavalcare in modo strumentale il populismo, gli interessi particolari (di per sé anche giusti) che ledono l’interesse comune. Esattamente quello che stanno facendo i bimbi minchia che ci governano. Ma di cosa mi stupisco? Cos’altro hanno fatto da ancora prima di arrivare nella stanza dei bottoni? In fondo sono lo specchio dell’Italia. Da sempre quello che vogliamo è una classe dirigente che tuteli i nostri interessi particolari. Se poi vanno contro il bene comune pazienza. Del resto a chi interessa il bene comune?