Per sconfiggere Amalek

Non dipende tutto da noi. L’impegno che ci mettiamo, il futuro che proviamo a delineare, gli obiettivi da individuare, i risultati da raggiungere, le aspettative che gli altri ripongono in noi, la stanchezza con cui convivere, i nostri desideri più profondi, le paure da sconfiggere, le delusioni con cui fare i conti. Non dipende tutto da noi.

Eppure, per altri versi, tutto è nelle nostre mani. L’impegno che ci mettiamo, il futuro che proviamo a delineare, gli obiettivi da individuare, i risultati da raggiungere, le aspettative che gli altri ripongono in noi, la stanchezza con cui convivere, i nostri desideri più profondi, le paure da sconfiggere, le delusioni con cui fare i conti. Tutto è nelle nostre mani.

Dobbiamo semplicemente fare i conti con questo dato di fatto. Non dipende tutto da noi, eppure tutto è nelle nostre mani e nella nostra capacità di crederci. Di credere che sia necessario e sufficiente il nostro impegno, il nostro alzare le braccia per arrivare al risultato. Ma nello stesso tempo nell’umiltà di accettare che senza l’aiuto di qualcuno queste braccia cadranno prima del dovuto e tutto sarà perduto. E alla fine, nella profonda saggezza di accettare che siamo come fili di rame su cui scorre energia, strade che portano ad una meta, strumenti per raggiungere obiettivi più alti. Solo così Amalek verrà sconfitto.

Allora Amalek venne a combattere contro Israele a Refidim. Mosè disse a Giosuè: «Scegli per noi alcuni uomini ed esci in battaglia contro Amalek. Domani io starò ritto sulla cima del colle con in mano il bastone di Dio». Giosuè eseguì quanto gli aveva ordinato Mosè per combattere contro Amalek, mentre Mosè, Aronne, e Cur salirono sulla cima del colle. Quando Mosè alzava le mani, Israele era il più forte, ma quando le lasciava cadere, era più forte Amalek. Poiché Mosè sentiva pesare le mani dalla stanchezza, presero una pietra, la collocarono sotto di lui ed egli vi sedette, mentre Aronne e Cur, uno da una parte e l’altro dall’altra, sostenevano le sue mani. Così le sue mani rimasero ferme fino al tramonto del sole. Giosuè sconfisse Amalek e il suo popolo passandoli poi a fil di spada.” (Es 17, 8-13)