Ogni testa è un tribunale

Stamattina mi si è palesato un pensiero banale, ma al tempo stesso consolatorio. Uno di quei pensieri talmente scontati da non farci più caso, che però in realtà dovremmo ripeterci ogni tanto per rasserenarci. Potrai raggiungere i più grandi successi nella vita, potrai ricoprire i ruoli più importanti, potrai diventare l’uomo più potente della terra, potrai accumulare soldi più di Paperon de Paperoni, potrai essere ammirato e idolatrato da folle oceaniche, potrai disporre di uomini e mezzi e diventare più famoso dei Beatles o di Cristiano Ronaldo. Potrai anche fare tutte queste cose. Ma se per me sei un uomo piccolo piccolo, nessuna di queste cose potrà farmi cambiare idea.

Non conterà nulla, non cambierà le cose, potrà essere certamente opinabile, palesemente errata e contraddetta dai fatti. Ma chi se ne importa. Resterà la mia opinione personale. E neanche l’uomo più potente della terra potrà farmela cambiare, a meno ché io non lo voglia. Nella nostra testa i padroni assoluti siamo noi e le nostre opinioni, le nostre valutazioni, in questo senso, sono leggi assolute, inviolabili. Poi, certo, ascoltare gli altri e cambiare idea è segno di intelligenza, di duttilità. Ma sempre da noi dipende. Anche perché (è raro che accada, ma non impossibile), chi può escludere che in realtà sia corretta quell’unica opinione discordante da tutto e sia tutto il resto del mondo ad essere in errore?