Comincia un altro viaggio

Proprio in questi giorni, circa settant’anni fa, il 6 dicembre del 1949, usciva il primo numero di Paese Sera: un quotidiano di proprietà del Partito Comunista Italiano nato per fare concorrenza ai giornali romani liberali e conservatori, come il Messaggero e il Tempo. A differenza dell’Unità, quotidiano ufficiale del PCI, Paese Sera fu un giornale vivace e indipendente, spesso in conflitto con il partito, attento alla cronaca rosa e a quella nera. Sulle sue pagine ha ospitato scrittori come Gianni Rodari, Norberto Bobbio e Umberto Eco, oltre a essere stato il primo a pubblicare i fumetti di Sturmtruppen di Bonvi e tra i primi in Italia a pubblicare le strisce dei Peanuts.

Nel corso degli anni 60 il quotidiano raggiunse la sua massima espansione, crescendo a Roma e in altre città, aprendo redazioni locali a Milano, Bologna e Firenze. Ma la concorrenza di nuovi giornali come La Repubblica e il crescente disinteresse del PCI nel sostenerlo ne determinarono la fine. Nel 1980, quando vendeva ancora 100 mila copie, l’editore cedette la proprietà del giornale e, tre anni dopo, il nuovo editore annunciò il licenziamento di tutti i giornalisti.

La chiusura di un quotidiano nazionale dalla storia così illustre fece scalpore: giornalisti e tipografi furono ricevuti dal presidente della Repubblica Sandro Pertini e il quotidiano riuscì a rinascere grazie a una sottoscrizione dei lettori e alla creazione di una cooperativa formata dai suoi lavoratori. In qualche modo il giornale riuscì a sopravvivere per un altro decennio, ma non fu mai in grado di riprendersi del tutto e nel 1994 le pubblicazioni furono definitivamente abbandonate. Negli anni Duemila ci sono stati diversi tentativi di rilanciare la testata da parte di diversi editori: l’ultimo in ordine di tempo, per il momento nella versione digitale, lo potete consultare all’indirizzo https://www.paesesera.lazio.it/

Un passato importante, come spero un altrettanto importante futuro, a cui sono molto onorato di poter partecipare. Da oggi infatti Viaggi Ermeneutici diventa una rubrica di questo storico giornale. A quasi dieci anni dalla nascita del blog direi che non potevo fasteggiare meglio il compleanno. E il viaggio continua!