Could we start again please?

I’ve been very hopeful, so far. Now for the first time, I think we’re going wrong. Hurry up and tell me, This is just a dream. Oh could we start again please?

Immaginate la scena. Immaginate se qualcuno miracolosamente ci riportasse indietro ad un determinato punto, a quel giorno in cui ci fu fatta quella specifica domanda, prima della nostra risposta. A quel punto in cui tutto ebbe inizio. Quell’istante che ha preceduto l’inizio della storia. Perché tu originariamente non sai che da lì comincia la storia. Ti hanno fatto una domanda e tu, ingenuamente, stai per dare la tua risposta. Non sai che quella risposta è solo il primo anello della catena, l’inizio appunto della storia.

Lo capisci solo dopo. Solamente molto tempo dopo. Quando la storia ha preso il suo corso, è andata avanti e magari si è anche conclusa. Oppure no. Forse non si è conclusa, perché per quei strani giri che prendono le strade delle nostre storie, improvvisamente un determinato giorno, così, senza un reale motivo, ti ritrovi esattamente in quello stesso punto. Di fronte quella stessa domanda.

Ma allora sei in grado di capire. Sei in grado di valutare quale sia la risposta giusta, o almeno, quella meno sbagliata. Allora considerati un privilegiato. Uno baciato dalla sorte. Perché non capita mica a tutti di avere una seconda possibilità. Dando una risposta diversa puoi sperare di non ripetere gli stessi errori. Anche se tu, in cuor tuo rimani convinto della prima risposta, rimani convinto che quest’altra sia la risposta sbagliata. Ma a volte bisogna anche avere l’umiltà di dare le risposta sbagliate. Chi l’ha detto che bisogna sempre dare le risposte esatte? E quindi dai la risposta sbagliata, ma almeno puoi sperare che la storia prenda una piega diversa. E puoi davvero ricominciare tutto da capo.