Ma come facevamo senza?

Presto che è tardi. Scappa che lo perdi. Un bacio al volo, prendi la borsa. Corri, corri, dai che ce la fai, ci sentiamo più tardi. 

Invece non ci sentiamo più tardi. Anzi, rischiamo di non sentirci per tre giorni. Perché quando sei in treno e ti accorgi di aver dimenticato il cellulare in macchina, la prima cosa che capisci è che non puoi chiamare nessuno per avvertire che non puoi chiamare. Sembra assurdo, ma invece vi assicuro che il primo pensiero che mi è venuto in mente è stato proprio “ora la chiamo così la avviso di non chiamarmi perché non ho il cellulare“. Purtroppo appena formulato, si è cancellato, perchè ahimè, la logica stringente dell’assenza, prende subito il sopravvento.

E così mi sono trovato per tre giorni in un’altra città, senza cellulare, senza email, senza internet, senza faccialibro, senza what’up. Novello Robison Crosuè, tagliato fuori dal mondo, in un isola in mezzo all’oceano. A dire la verità il cellulare di qualche collega compiacente qualche volta mi è venuto in soccorso e la sera almeno le email sono riuscito a controllarle. Ma non è la stessa cosa. Senza tutti quei trilli familiari, quelle suonerie personalizzate…aiuto!

Si può vivere senza cellulare? Certo che sì, direte voi, come del resto facevamo fino a vent’anni fa. Ma vent’anni fa vivevamo in un mondo senza cellulari. Allora riformulo la domanda: oggi, in un mondo in cui tutti hanno un cellulare, tutti sono abituati ad essere reperiti e a reperire tutti, in ogni momento, in ogni situazione, si può vivere senza cellulare? La risposta è no. Non si può più. Inutile argomentare il contrario.

Devo riconoscere che dopo un attimo di spaesamento, ti prende una sensazione di ineluttabile sollievo. E’ vero, non puoi chiamare tizio e nemmeno caio. Ma almeno per tre giorni nessuno ti frantumerà i minchioni. Non puoi sapere le ultime notizie o gli ultimi aggiornamenti di stato dei tuoi amici. Ma allo stesso tempo chiarisci meglio le tue priorità. Capisci chi vorresti sentire veramente. Chi ti manca davvero. E puoi essere contento, oppure infastidito. Ma non puoi fare niente per cambiare questa situazione. O forse sì. Forse da domani puoi cominciare, partendo proprio da qui.

Resta comunque appesa la domanda. Ma come facevamo senza? Cosa facevamo? C’è un video che gira su internet che prova a dare una risposta. Ma non so. Temo di appartenere a quella generazione di mezzo, troppo vecchia per essere veramente digitale, troppo giovane per potersi fregiare della saggezza dei nonni. Too old for rock’n roll, too young to die. Per questo lascio in sospeso la domanda, senza dare risposte. E vi lascio con il video in questione