Sfera? E basta!!!

Flussi e riflussi. Navigando su internet e sui social network in questi giorni, dopo la tragedia di Corinaldo, si vedono chiaramente queste correnti che partono piano, poi si montano, crescono e quindi tornano indietro, facendo nascere correnti uguali e contrarie. E tutti dietro la corrente.

Prima quello che era successo era colpa di quel mezzo scemo del cantante e delle cagate che cantava: l’esaltazione del nichilismo, il nulla cosmico e dove stanno i genitori? Signora mia, la società non ha più valori e dove andremo a finire. Poi invece no. Non capite? Il Trap è il nuovo linguaggio, esprime il disagio giovanile, è una forma di arte che comunica la rabbia e le attese dei ragazzi che non hanno prospettiva.

Ma non sempre uno più uno fa due. Quello che è successo in quel garage mascherato da discoteca poteva succedere ovunque, in un cinema, in un teatro, alla Rinascente, in qualsiasi posto al chiuso dove si trova troppa gente rispetto a quanto deve essercene. E anche questa polemica sullo spray al peperoncino mi sembra molto strumentale, dall’una e dall’altra parte.

In ogni caso,con quello che è successo, Gionata Boschetti (mamma mia che nome, te credo che si concia in quel modo!) e quello che canta non c’entra né tanto, né poco. Possiamo semplicemente dire che fa musica di merda? Che al di là di quello che vorrebbe comunicare (rabbia? disillusione? voglia di rompere gli schemi?) è un incapace, che invece di cantare dovrebbe andare ai mercati generali a scaricare la frutta?

Il rock, la musica in generale, va giudicato secondo canoni estetici, non è (quasi) mai stato uno strumento di buone maniere o grandi ideali. Certo, grazie a Dio abbiamo Bruce Springsteen o Bob Dylan, ma loro sono unici, perle rare. Solitamente i messaggi trasmessi sono tutt’altro che educativi, da sempre è così. Ma al di là del messaggio, la differenza vera è fra belle canzoni e canzoni di merda. I radical chic che si arrampicano sugli specchi per difendere l’incompreso Sfera tralasciano un dettaglio fondamentale: le sue canzoni sono orripilanti, un insieme di suoni inascoltabili. E questa è la sua vera colpa imperdonabile.

Per avvalorare quello che dico mi viene in mente Lou Reed. Avete presente “Take the Walk on the Wildside”? Una canzone che ha segnato un’epoca, un capolavoro del 1972 che è bello ancora oggi e sarà bello domani, con quel motivetto simpatico dudu dududu. Ecco, avete mai letto quello che diceva quella canzone? Magari poi il povero Boschetti vi sembrerà un’educanda…

Holly è venuta da Miami, Florida
ha attraversato gli Stati Uniti in autostop
si è fatta le sopracciglia lungo la strada
si è depilata le gambe ed è diventata una lei
e ha detto, ehi tesoro
fatti un giro sul lato selvaggio
ha detto, ehi tesoro
fatti un giro sul lato selvaggio

Candy è arrivata da Long Island
nella stanza sul retro era carina con tutti
Ma non ha mai perso la testa
neanche quando succhiava cazzi
e ha detto, ehi tesoro
fatti un giro sul lato selvaggio
ha detto, ehi tesoro
fatti un giro sul lato selvaggio
e le ragazze di colore fanno
Doo, doo-doo, doo-doo, doo-doo-doo
doo, doo-doo, doo-doo, doo-doo-doo

Little Joe non l’ha mai dato via per niente
tutti dovevano pagare e pagare
Una botta qui e una botta là
New York City è il posto dove dicono
Ehi tesoro, fatti un giro nel lato selvaggio
ho detto, ehi Joe
fatti un giro sul lato selvaggio

Sugar Plum Fairy è venuto qui a battere
in cerca di cibo per l’anima e un posto per mangiare
è andato all’ Apollo
avresti dovuto vederlo come ci dava dentro
dicevano, ehi Sugar
fatti un giro sul lato selvaggio
ho detto, ehi tesoro
fatti un giro sul lato selvaggio
ok, huh

Jackie è strafatta di anfetamine
ha pensato di essere James Dean per un giorno
allora ho capito che le sarebbe calata la botta
il valium avrebbe potuto frenarla
disse, ehi tesoro
fatti un giro sul lato selvaggio
ho detto, ehi dolcezza
fatti un giro sul lato selvaggio
e le ragazze di colore dicono
Doo, doo-doo, doo-doo, doo-doo-doo