The second wind (la libertà delle scelte provvisorie)

Il bello delle storie è che non finiscono. La definitività delle cose, l’immutabilità delle situazioni, l’irrevocabilità delle scelte, sono tutte seghe mentali, costruzioni astratte delle nostra mente.

In questo discorso anche i proverbi non ci aiutano: “i treni passano una volta sola”. Ma chi l’ha detto? A volte possono saltare qualche corsa, ma basta andare in qualsiasi stazione per verificare una cosa abbastanza ovvia: i treni passano sempre, tutti i giorni, a tutte le ore. Come anche quell’altro che dice “si vive una volta sola”. Ma quando mai? Si muore una volta sola, si vive tutti i giorni.

Cambiare lavoro, fare un viaggio non pianificato, innamorarsi nuovamente, portare avanti una gravidanza imprevista, smettere di fumare, farsi crescere i baffi. Possiamo. La storia non è scritta, il destino non esiste. Lo costruiamo noi, oppure dicediamo che siano altri a farlo, ma è sempre una nostra possibilità. Ora è così, ma domani potrebbe cambiare. Forse decideremo di non cambiare mai. E’ probabile che (io per primo) continueremo a scegliere quello che abbiamo scelto fino ad oggi. Ma questo non cambia il discorso di fondo. Le scelte non realizzate non hanno meno valore di quelle che abbiamo compiuto. Il fatto di non averle scelte non le rende meno possibili.

Per questo le storie non finiscono, le situazioni possono cambiare, le scelte possono essere revocate. E non dovremmo permettere a nessuno – noi per primi – di credere nel contrario. Non arrendiamoci alla pigrizia e alla poca fantasia che ci vorrebbe far credere che non ci siano alternative. Le nostre scelte sono provvisorie, ma non per questo meno valide. Ed anzi, il sollievo, la sensazione di libertà, dovrebbero essere straordinariamente più forti e più piacevoli delle sicurezze che potrebbero darci delle apparenti situazioni immutabili o scelte irrevocabili.

Perché nella realtà non c’è nulla di irrevocabile. Nulla.