Arrendersi all’ineluttabile?

“We made a promise we swore we’d always remember
No Retreat, believe me, no Surrender”

Si chiamano riflessi condizionati. Spingi quel punto del ginocchio e tac! si alza la gamba. Ad una determinata causa, ne consegue un determinato effetto. Alcuni sono fisicamente connessi fra loro, esulano dalla nostra volontà: fai uno starnuto, chiudi gli occhi. Altri, in teoria no, ma in pratica è come se lo fossero: vedi qualcuno che sbadiglia, sbadigli anche tu.

E come gli anziani sapevano annunciare l’arrivo della pioggia o del sole, del caldo o del freddo, da un soffio di vento o da qualche altro segnale premonitore, così anche noi potremmo dire cosa succederà in quella o quell’altra circostanza. Passa una con due belle chiappe, ti giri.

Noi sappiamo bene che sarete intrattabili ed irascibili quando vi arriverà il ciclo. Come voi sapete bene che quando perde la squadra del cuore sarebbe consigliabile evitare certe puntualizzazioni. Conosciamo bene gli effetti sul nostro colon di certe pietanze, o le conseguenze di un bicchiere di troppo.

E allora, se lo sappiamo, perché mai continuiamo imperterriti a fare gli stessi errori? Perché ci ostiniamo a sperare che dopo A non arrivi B? E poi…perché continuiamo a credere che le persone possano cambiare?

Perché abbiamo bisogno di non arrenderci. Abbiamo bisogno di sperare che la realtà, gli altri, noi stessi, riescano ancora sorprenderci. Per questo, un po’ quello che scrivevo qui https://giacani.wordpress.com/2013/09/18/se-non-e-ancora-successo/ se non è ancora successo, possiamo ancora cambiarlo!

Non credo che un giorno imparerò a starnutire ad occhi aperti. Ma non per questo smetterò di provarci.