How to save a life

Non serve essere il passante notturno di Modugno che appare improvvisamente vicino ad uno che vuole buttarsi da un ponte. Non succede quasi mai, purtroppo. Non serve fare il vigile del fuoco e strappare dalle fiamme l’ignaro malcapitato. E’ il loro dovere, non vorranno un grazie per questo. Non devi essere un eroe che sprezzante del pericolo sconfiggi i cattivi e salvi la fanciulla indifesa. Quello è un film di Hollywood, non la vita vera. Non è neanche necessario essere il magnate generoso che spandi e spendi il tuo superfluo per risollevare le sorti di qualche disgraziato vittima di disastri finanziari. Quello non succede più neanche a Hollywood.

Non serve avere tutte le risposte e tutti i consigli più saggi. Se fai così anzi, rischi pure di diventare un po’ stronzo. Non è necessario alimentare i sogni più belli e più arditi. Quelli sono gli spacciatori e non è detto che ti vogliano davvero bene. Non devi difendere e proteggere, coprire ed aiutare. Così non aiuti, anzi forse soffochi.

Non serve essere un medico che grazie alle sue capacità e al suo intuito salva un malato con un’ardita operazione. Neanche loro vorranno il tuo grazie, perché anche per loro in fondo salvare vite è un lavoro. Non devi sacrificare la tua vita, annullandoti per sottostare ai capricci e alle paranoie. La linea da salvatore e carnefice in quei casi è un confine molto labile. Non è necessario essere un angelo caduto dal paradiso. Anche perché ormai è già stato detto che noi non vogliamo andare in paradiso se da lì non si vede il mare.

No, non è necessario nessuna di queste cose. Basta ascoltare con la testa, sorridere con il cuore e stare in piedi insieme tutta la notte, senza dormire. Ecco, soprattutto non dormire.