Cambierei il finale

In effetti ultimamente questo blog è diventato più pesante di un pollo con i peperoni. E allora, festeggiamo l’arrivo della primavera con un bel post minchione, uno di quelli della serie “le 10 cose che”. Lo spunto me lo dà quelle vicenda che ha fatto molto scalpore un po’ di tempo fa, quando una rivisitazione della Carmen messa in scena a Firenze ha cambiato completamente la trama dell’opera. In questo finale alternativo la protagonista non muore, perché l’intento di questo stravolgimento era proprio quello di mandare un messaggio contro il femminicidio. Qualcuno d’accordo, i più contrari, le solite polemiche che suscitano operazioni come questa. Io mi sono chiesto: ma se fosse possibile, quali sono i 10 finali che cambierei?

Nel calcio non ho dubbi. Sabato 15 maggio 1999, Treossi fischia il rigore (più che evidente, ah! ci fosse stata la Var!) su Salas per fallo di Mirri, la Lazio vince a Firenze e rimane a 2 punti dal Milan. La settimana dopo vinciamo lo scudetto.

Nella musica nella notte fra il 7 e l’8 dicembre 1980 Mark David Chapman ha un attacco di diarrea fulminante. Mentre è seduto sulla tazza del cesso con dolori lancinanti ripensa alla sua idea di uccidere John Lennon e decide invece di darsi alla pesca di altura. Si compra tutta l’attrezzatura necessaria e si trasferisce nel Connecticut. L’ex Beatles continua a scrivere meravigliose canzoni e album indimenticabili fino ai giorni nostri.

In letteratura, Gregor Samsa si sveglia un mattino e scopre di essere diventato un grosso, grasso maiale cecoslovacco. Mentre grufola in salotto una generosa porzione di carrube pensa fra sé e sé, “be’, dai sempre meglio di uno scarafaggio”.

Nei film, grazie al riscaldamento globale il Titanic affonda l’Iceberg che aveva sopra due pinguini abbracciati. Green Peace fa causa al Titanic che deve mettere in cassa integrazione tutti i marinai, che sopravvivono al viaggio, ma poi per non morire di fame chiedono il reddito di cittadinanza al Movimento 5 Stelle.

Nei fumetti farei in modo che nell’ultima battaglia sopra il ponte di Brooklin tra l’Uomo Ragno e Goblin, quest’ultimo invece di uccidere la povera Gwen, in volo nel suo aliante dà una tranvata sul pilone più alto del ponte, dimentica chi è e cosa fa lì vestito da folletto. A quel punto decide di darsi alla musica leggera e si unisce ai Mattia Bazar.

In epica, Ulisse torna a Itaca e scopre che Penelope nel frattempo ha cambiato sesso e fa l’ospite fissa a Uomini e Donne di Maria de Filippi. A quel punto torna da Circe e fugge con lei per un week end d’amore a Zagarolo.

Nelle favole, Geppetto rivela a Pinocchio di averlo comprato da Ikea, ma di aver avuto bisogno della Fata Turchina per montarlo correttamente, perché si era perso le istruzioni. In realtà quello che avrebbe dovuto allungarsi non era proprio il naso, ma pazienza. Pinocchio adirato lo rimanda nella balena.

Nei social network, Zuckerberg ricorda con nostalgia alla sua classe delle superiori e decide di creare un sito dove poterli rincontrare tutti. Ma quella sera in TV danno il Grande Freddo e ripensando a tutti quegli stronzi che lo prendevano per i fondelli per la sua scarsa propensione per gli sport e la pancia prominente cambia obiettivo e decide di creare un sito di incontri per animali domestici che chiama “trova l’anima(le) gemella” e in breve tempo diventa il sito più cliccato al mondo.

In storia, Cristoforo Colombo devia la rotta e fa approdo alle Canarie. Lì, invece di scoprire l’America, scopre le gioie del sesso con una canarina molto avvenente. In seguito gli Incas, i Maya e gli Aztechi arrivano in Spagna e scoprono l’Europa e ne fanno una colonia americana. Le colonie si ribellano, fanno una guerra d’indipendenza e creano gli Stati Uniti d’Europa. Duecent’anni dopo, contrariamente a tutte le previsioni, i cittadini europei eleggono come presidente un tizio con dei capelli buffi che organizza cene eleganti. Perché la storia si può anche cambiare, ma la politica alla fine è sempre la stessa!

Come decima resterebbe da immaginare un finale diverso per qualche episodio che mi riguarda personalmente: se avessi scelto un’altra facoltà, oppure un altro lavoro, se mi fossi innamorato di un’altra donna o avessi comprato un’altra casa, se fossi vissuto in un’altra città o avessi tifato per un’altra squadra. A volte la curiosità ti porta ad immaginare di percorrere strade alternative, per arrivare poi chissà a quale meta diversa: ci si potrebbe scrivere un post a parte. Ma sapete che c’è: alla fine probabilmente ha ragione il buon Cremonini e non cambierei proprio un bel niente!

Buon viaggio
Che sia un’andata o un ritorno
Che sia una vita o solo un giorno
Che sia per sempre o un secondo
L’incanto sarà godersi un po’ la strada
Amore mio comunque vada
Fai le valigie e chiudi le luci di casa
Coraggio lasciare tutto indietro e andare
Partire per ricominciare
Che non c’è niente di più vero di un miraggio
E per quanta strada ancora c’è da fare
Amerai il finale

 

 

12 thoughts on “Cambierei il finale

  1. Il pollo con i peperoni è buono anzi buonerrimo, lasciamolo com’è. Per il resto mi piace tutto, cambierei solo quella di Ulisse che quando torna trova la sua reggia trasformata in un agriturismo diretto dai Proci. In cucina però c’è Telemaco che ha fatto la scuola alberghiera da Antonino Canavacciuolo. E Penelope? Penelope ha gettato la tela il ortiche e si è aggregata al team di Donna Avventura, gira tutto il mondo, se la spasso più di quel pirla di Ulisse che s’è perso per strada. Ma non c’è l’aveva il navigatore?

  2. Il festival dello “sliding door”! I finali sono sempre un’interruzione non richiesta da chi legge, vede un film o è parte di una storia. In alcuni casi, sono una benedizione (pensa ai film o i libri brutti), in altri te ne frega del finale e continui ad andare oltre.
    Alla fine – ahem – l’importante è andare oltre.
    PS: il pollo con i peperoni è in effetti forse l’unico che pone dei seri problemi alla continuazione di un pranzo. Ma come fai a negarti la “scarpetta” con il pane intriso di quell’olio così insaporito?

  3. Io non cambierei nulla, le cose dveono andare come devono andare….è una strada fatta. Da ogni esperienza possiamo prendere il buono e il brutto. tutto fa crescere.
    magari non ripetere, ecco questo si, non ripeto mai.

  4. Bella la lista e bello, finalmente, un post minchione dopo tanti post seri o seriosi.
    Il pollo con i peperoni è stupendo… difficile da approcciare, ma stupendo.

  5. Concordo con chi ha scritto che il pollo coi peperoni è buono, e sono d’accordo con chi non ha apprezzato il cambio di finale della Carmen: l’arte è arte, non si tocca. Anzi, il messaggio arriva più forte proprio perché lei muore, e suscita nel pubblico, come scriveva Aristotele, “pietà e terrore”. Purtroppo i soloni della comunicazione moderna non capiscono un accidente di niente.
    È molto carino, invece, il tuo gioco dei finali da cambiare, soprattutto perché si regge su un presupposto impossibile ma dal grande fascino: io faccio la modifica e decido tutti i passaggi successivi, mentre nella realtà, se si potesse modificare un solo punto della storia, non potremmo comunque prevedere tutte le conseguenze. Per dire, metti che uno decida che Cappuccetto Rosso decida di non ascoltare il lupo: ma chi può essere sicuro che arrivi davvero dalla nonna sana e salva? Il lupo potrebbe trovare altri modi per attuare i suoi piani, oppure potrebbe accadere qualunque altra cosa, ne bosco o nella strada alternativa indicata dalla mamma della bambina… come dice Geppetto, “i casi son tanti!”.

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