I giorni della merla

Che gennaio non finisce mai è stato già detto? Probabilmente sì. Che gli ultimi giorni, i cosiddetti giorni della merla, quando le giornate cominciano ad allungarsi ed uno comincia a sognare una primavera ancora di là da venire, sono invece i più freddi è noto a tutti? Probabilmente sì anche questo. Ma del resto mica solamente in questo caso funziona così. Quando sei arrivato al culmine estremo di una situazione. Quando stai aspettando un cambiamento da così tanto tempo che neanche ti ricordi più cosa stavi aspettando. Quando non ne puoi più e speri in un colpo che ribalti la situazione. Ecco che Salvini fa un’altra dichiarazione. No, va be’ non divaghiamo. Quando pensi che in realtà peggio di così non possa andare, allora e proprio allora, le cose precipitano e l’escalation raggiunge il suo culmine. Quando tocchi il fondo puoi anche cominciare a scavare.

Per questo non è strano che i giorni più freddi dell’anno arrivino proprio al termine di un interminabile gennaio. E’ così, è la vita. Poi però arriva la Candelora e come dice il proverbio, dall’inverno semo fora (lasciamo stare il seguito ma se piove o tira vento dall’inverno semo dentro e invece diamo per assodato che ricominci ad esserci il sole e un po’ di tepore). Tutto bene quindi? Dopo la pioggia torna il sereno e tutto ritorna bello come e più di prima? Sì e no. Sì, perché come diceva il tormentone di un film sempre su un uccello (era il Corvo e non il merlo, ma insomma siamo lì) “non può piovere per sempre” e in effetti, anche se sembra infinito, anche questo gennaio passerà e torneranno le belle stagioni. No, perché per superare il grande freddo è possibile che dobbiamo imparare ad adattarci a situazioni nuove, che dobbiamo non aver paura dei cambiamenti. In altra parole, che forse dobbiamo essere disposti a lasciarci alle spalle qualcosa.

Non saprei dire se questi benedetti ultimi giorni di gennaio siano davvero i più freddi in assoluto, ma su questa credenza sono fiorite diverse leggende. Una delle più poetiche afferma che si chiamerebbero così perché i merli si sarebbero fatti gioco del Generale Inverno, ormai arrivato alla fine dei suoi giorni. Questo, indispettito, avrebbe sferrato un attacco terribile, mandando neve, ghiaccio e un grande freddo su tutta la terra, costringendo i poveri uccelletti a rifugiarsi all’interno dei camini delle case per trovare un po’ di tepore. Così le loro piume, originariamente bianche diventarono irrimediabilmente scure.

I merli per superare il grande freddo, per trovare il modo di sopravvivere e raggiungere la salvezza, rinunciarono al candore delle piume e diventarono neri. E tu, per sopravvivere al grande freddo, cosa sei disposto a perdere?

 

3 thoughts on “I giorni della merla

  1. Una congrega di merli ha eletto a dimora il mio terrazzo. Hanno nidificato nella fitta siepe di alloro che cinge il muretto in tutto il suo perimetro. Sono grassi e ben pasciuti grazie ai sacchettino di semi che lascio in giro. Chiusa parentesi merlesca.
    Cosa sono disposta a perdere? Non soffro il freddo anzi mi piace. Ieri è caduta la neve, un silenzio ovattato avvolgeva tutto quanto. Una pace ed un silenzio incredibili, un altro mondo! I miei merli becchettavano i semi e si rifugiavano sotto la tettoia. Era un momento speciale, magico…
    Lo so, la tua domanda è una metafora e forse la mia risposta non c’entra niente ma onestamente non so che altro risponderti.
    Non sono d’accordo su una cosa, che la fine di gennaio non arrivasse mai. Per me è finito anche troppo in fretta. Il tempo vola perché non riesce più a stare al passo con noi che corriamo troppo in fretta, proiettati verso un futuro sconosciuto e fragile. Fermiamoci un pò, riprendiamo fiato e riprendiamoci il tempo!

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