Squonk

Mirror, Mirror on the Wall…

Quella sera mi ero intrattenuto a lungo nella locanda, più di quanto avrei voluto e forse dovuto. Il percorso verso casa era breve, ma in quelle condizioni atmosferiche, con tutto l’alcol che avevo in corpo, anche quei dieci minuti di camminata potevano diventare molto pesanti. L’indomani era previsto il trasferimento forzato di quelle quindici famiglie. Avevamo annegato nell’alcol il dispiacere del distacco: promesse di rimanere in contatto, pacche sulle spalle, ricordi, avevamo tirato fuori tutto. Se ne andavano in cerca di lavoro e fortuna, lasciandosi tutto alle spalle, parenti, amici, sicurezze, ma anche tanta miseria.

Avevano ricominciato a cadere fiocchi molto duri, una miscela di neve e grandine che il vento faceva vorticare tutti intorno a me. Avanzavo lentamente coprendomi il viso con la sciarpa che però cadeva ad ogni passo, ero quasi a metà strada, nel pieno del bosco che dovevo attraversare per arrivare a casa, quando sentii delle voci. Prima in lontananza, poi sempre più chiare, c’era della musica e delle persone che stavano cantando. Un attimo di esitazione, continuare verso casa o seguire le voci? Ovviamente vinse la curiosità di capire chi potesse cantare in piena notte in mezzo al bosco, con quel tempo infernale.

Le voci erano sempre più chiare e seguendone il suono vidi in lontananza un fuoco che brillava nell’oscurità. Mi avvicinai cautamente e rimanendo nascosto fra gli alberi vidi uno spettacolo che mi lasciò senza parole. Intorno ad un fuoco acceso in una radura c’erano una quindicina di bambini, seduti in terra in cerchio e, non saprei come spiegarlo diversamente, dalle loro teste, usciva un fumo azzurrognolo che salendo verso il cielo formava della figure. Figure di donne, fate, vascelli, palloni che gallegiavano in aria, lune e stelle, poi c’erano cani, cervi, draghi, figure bizzarre, mezzi cavalli e mezzi uomini e poi strani macchinari e tutti danzavano al suono di una musica incantevole.

Dio santo, da domani basta grappa” pensai fra me, rimanendo incantato di fronte a questo spettacolo bellissimo ed inverosimile. Non nevicava più, stavo sognando, era più che evidente, forse in realtà ero ancora nella locanda ed ora il grande Joe mi avrebbe svegliato. O forse ero arrivato a casa, ero nel mio letto. Ma perché allora sentivo tutto quel freddo? Provai a tirarmi la barba, ma l’improvvisa sensazione di dolore mi fece smettere. Non sapevo se farmi avanti o scappare, la situazione era talmente assurda che qualsiasi cosa poteva essere giusta o errata. In quel momento da un angolo della radura venne avanti una volpe che girò intorno al cerchio dei bambini. Non era spaventata, forse anche lei attratta dalla musica. Ma lì accadde la cosa più incredibile di tutti. Improvvisamente la volpe si alzò su due zampe e cominciò a danzare al suono della musica. Si avvicinava ai bambini, uno ad uno, ed al suo tocco loro si alzavano e cominciavano a danzare con lei. Pian piano tutti quanti si alzarono e sempre a ritmo con la melodia andarono via seguendo la volpe.

Rimasi solo nella radura, il fuoco che pian piano si andava spegnendo, la neve lentamente ricominciava a scendere. Forse ero davvero ubriaco e mi ero sognato tutto. Sicuramente era così. Mentre ero lì perso nei miei pensieri, ecco di nuovo la volpe. Era apparsa improvvisamente lì a due metri da me, mi guardava con i suoi occhi gialli con uno strano ghigno, sembrava ridesse, girò su se stessa e scomparve nella notte. Non mi azzardai a raccontare a nessuno quella scena e continuai la mia vita come sempre. Ma non me ne dimenticai mai e nulla fu più come prima.

 

Squonk è una pausa nel tempo, una fugace interruzione della realtà, che svela i desideri, rende possibili i sogni e a ritmo di musica li rende reali. Può prendere molte forme, può apparire come un animale o come una persona, come un sogno o una promessa. Sei portato naturalmente a seguirlo perché scaccia via le paure e accende le fantasia. Purtroppo crescendo è difficile riconoscerlo o anche solo ricordarlo. Per fortuna però c’è la musica e se seguiamo quella possiamo sempre sperare di incontrarlo.

 

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