Gli ostacoli del cuore

Si può raccontare un’emozione? Si possono tradurre in parole le vibrazioni profonde, l’attrazione o la repulsione, la paura, la gratitudine? Più in generale non è forse questo il vero obiettivo di ogni forma di arte? Lo possiamo fare attraverso le lettere su un foglio bianco o con le note di una melodia, con i colori di una tavolozza o plasmando una materia grezza. Cambia lo strumento, ma il fine è sempre lo stesso. Ma siamo in grado di esprimere la disperazione? Siamo in grado di oggettivarla fuori di noi, per riuscire a comprenderla e così a farle comprendere agli altri, oppure è un ostacolo insormontabile?

La vicenda di Noa, la diciassettenne olandese che sceglie di lasciarsi morire penso indichi questa insuperabilità. Per lei, probabilmente, esprimere, oggettivare l’orrore che aveva provato, che la teneva prigioniera, era un ostacolo troppo grande. Ricorda i casi di suicidi dei sopravvissuti ai lager nazisti. Mi spaventa questa incapacità di reagire, questo arrendersi apparentemente senza lottare (ma che ne sappiamo noi? Come pretendiamo di esprimere giudizi su una vicenda del genere?). Mi fa scoprire inerme, indifeso di fronte a tanto orrore.

ma del resto, facciamo fatica ad accettare che ci siano malattie incurabili per il fisico, vorremmo lottare con tutte le nostre forze contro il cancro o contro l’Alzheimer, come potremmo accettare che ci siano malattie incurabili dell’animo? La rabbia di fronte all’impotenza lascia attoniti. Cosa avrei fatto di fronte alla povera Noa, come avrei reagito di fronte alla sua disperazione e poi alla sua volontà di arrendersi? Le avrei provate tutte, conoscendomi non avrei mai potuto accettare la sua resa. Avrei sbagliato? Possiamo andare contro la volontà di qualcuno, qualcuno che amiamo, perché non accettiamo le sue decisioni, anche le più estreme? Riusciamo ad amare qualcuno che non riesce più ad amare se stesso o gli ostacoli del cuore sono troppo grandi? Francamente non so rispondere.

Come, allo stesso modo, non so cosa avrei fatto fossi stato il padre della fanciulla che ha ritirato la denuncia di stupro fatta a suo tempo a Ronaldo. Non tutti reagiamo alle disgrazie allo stesso modo, certo è strano pensare che di fronte ad una tragedia analoga (ammesso che i due casi siano analoghi), qualcuno decida di togliersi la vita e qualcun altro riesca a trovare il modo di diventare ricco. Avrei tentato in tutti i modi di salvare sia l’una che l’altra. Avrei tentato invano, probabilmente, ma certe battaglie vanno portate avanti lo stesso. Nonostante gli ostacoli, nonostante la quasi certezza di fallire. Almeno fino a ché non riusciremo a trovare quella particolare forma di espressione che ci aiuti ad oggettivare e quindi condividere la disperazione.

Tu doni e porti via, Tu doni e porti via, ma sempre sceglierò di benedire Te

 

 

8 thoughts on “Gli ostacoli del cuore

  1. Pingback: Gli ostacoli del cuore — Viaggi Ermeneutici – Antonella Lallo

  2. …è intanto Romolo Giacani non sbaglia un articolo.
    Veramente la frase in questione \ sarebbe “e intanto Dustin Hoffmann non sbaglia un film” , titolo di un vecchio cd di Luca Carboni o Fabio Concato, non ricordo bene

  3. Io faccio fatica a giudicare la vita delle persone, figuriamoci la morte. Non lo so cosa avrei fatto al suo posto, so che vorrei avere la possibilità di scegliere come vivere e anche come morire.
    Il caso specifico di Noa poi è un pugno allo stomaco, un po’ per la giovane età, un po’ per quello che ha subito. Spero solo che adesso sia libera e finalmente in pace, ovunque lei sia.

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