Più realisti del Re

È un pianista di piano bar, vende a tutti quel che fa, non sperare di farlo piangere, perché piangere non sa. Nella punta delle dita poco jazz, poche ombre nella vita.

Abbiamo a che fare con persone mediocri. E’ un dato di fatto. Inconfutabile. Una disgrazia a cui ormai siamo abituati, che quasi non consideriamo più tale, un po’ come la pioggia durante il week end o le irrealizzabili promesse elettorali. Le persone mediocri sono una costante delle nostre giornate: sono quelle che non si prendono responsabilità, che si nascondono dietro le norme e le consuetudini, che non fanno un passo avanti per paura di cadere indietro. Sono meschine, non hanno uno slancio, un’iniziativa, un gesto inaspettato. Nelle situazioni sai già come si comporteranno, quale sarà la loro reazione, quali le loro risposte. I mediocri non corrono rischi: non ci sorprendono, né ci deludono, perché su di loro non riponevamo alcuna aspettativa.

Li si può incontrare in qualsiasi ambito, da quello lavorativo a quello più banalmente quotidiano. Sono i calciatori che fanno sempre il passaggio orizzontale di due metri, sono i consiglieri dell’ovvio, banali come i tormentoni estivi, scontati come il traffico sul raccordo. Di norma non assumono ruoli di un certo rilievo (guai a noi quando questo accade!) Solitamente preferiscono ritagliarsi ruoli da comprimari, sono amanti dell’ordine, devoti delle regole. Che applicano in maniera pedissequa, senza la minima esitazione, né interpretazione.

E proprio qui che il mediocre, che più o meno abbiamo imparato a tollerare, raggiunge vette urticanti e diventa assolutamente insopportabile. In ogni tipo di organizzazione, con qualsiasi tipo di struttura di comando, il problema, il guaio vero, non è quasi mai chi fa le regole: sono i mediocri che che le mettono in pratica senza raziocinio, senza contestualizzarle, senza renderle comprensibili a chi poi deve rispettarle. Provare a discutere con il regolatore, con il Monarca, non è affatto semplice: è faticoso, spesso inutile, a volte rischioso, devi trovare il modo, devi crearti l’occasione e coglierla al volo. Soprattutto implica un esercizio di comprensione, che va al di là della mera esecuzione. Molto più semplice obbedire senza discutere, applicare alla lettera, fissare nella pietra le regole, come fosse il nuovo decalogo.

Per questo ho sempre temuto molto più i realisti del Re. Perché solitamente i Re hanno un cervello, spesso racchiuso in un io ipertrofico, ma comunque in grado di ragionare, una volta trovato il modo di raggiungerlo. D’altra parte per non essere solo servi sciocchi, meri esecutori, ci vogliono cuore e cervello. Ci vuole coraggio. E come dice Manzoni, il coraggio chi non ce l’ha, non se lo può dare. Al massimo potrai essere un pianista di Piano Bar.

 

10 thoughts on “Più realisti del Re

  1. Eri finito nello spam! Bella canzone, una delle poche da ricordare di un cd così così. Ma io poi sono di parte, perché per me il Boss è il Boss e non discute

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