Il momento esatto in cui

Mi ha sempre affascianto quel paragone che ridisegna l’età della Terra (4 miliardi e mezzo di anni) lungo un anno solare, come se ogni giorno durasse circa 12 milioni di anni. Un paragone che per primi fecero Piero ed Alberto Angela una trentina d’anni fa e che poi è stato ripreso spesso in varie trasmissioni e in diversi contesti.

Secondo questo paragone le prime forme di vita sarebbero apparse nel nostro pianeta intorno alla metà di novembre, i primi animali alla fine di novembre, i dinosauri sarebbero apparsi intono a Santa Lucia e si sarebbero estinti a Santo Stefano. Le prime scimmie antropomorfe sarebbero sorte il 28 dicembre e per i primi ominidi si sarebbe dovuto aspettare l’ultimo giorno dell’anno. A quel punto, in un solo giorno, a distanza di qualche ora sarebbe venuto fuori l’Homo Sapiens, sarebbe iniziata e finita l’ultima glaciazione (circa 10 mila anni fa), mentre allo scoccare della mezzanotte, solo qualche secondo prima, ci sarebbero state l’inizio della civiltà, le piramidi e via via tutta la storia come la conosciamo. Il tutto in una sola manciata di secondi, se paragonato a tutto il resto.

Questa concentrazione di eventi è davvero impressionante. Dalla nostra prospettiva il tempo ha una sua velocità: gli anni, i secoli, i millenni hanno una loro durata, una loro importanza. Se ci mettiamo dal punto di vista della Terra, tutto appare diverso e anche molto meno rilevante. Per un tempo che facciamo fatica a comprendere quanto sia stato lungo, tutto è rimasto su per giù immobile, senza sostanziali variazioni, poi nel giro di un nonnulla è successo di tutto. Ma se vogliamo continuare nei paragoni, anche nella storia dell’umanità ci sono stati lunghi periodi in cui tutto o quasi, sembra sia rimasto inalterato e poi…

In questo scorrere del tempo è forse impossibile, ma allo stesso tempo irrimediabilmente affascinante, cercare di cogliere il momento in cui le cose non sono state più come prima: l’attimo del cambiamento. “Quello che per il bruco è la fine del mondo, per il resto del mondo è una farfalla“. Ma quand’è che il bruco diventa farfalla? Quando la prima scimmia è diventata uomo? Quand’è successo che sono scese dagli alberi e hanno cominciato a camminare, da branco sono diventate comunità, da assembramenti hanno creato i villaggi? E’ stato un processo lento, lo so, ma quando si può dire che ci sia stato un prima e un dopo e cosa ha creato questo cambiamento.

Veniamo a noi, quando è cambiata la nostra vita? Quando possiamo stabilire un prima ed un poi, una cesura netta che determini l’oggi diverso da ieri? La rivoluzione industriale, le guerre mondaili, Il suffragio universale, l’invenzione del frigorifero, internet, la diffusione dei cellulari, l’alta velocità, i voli low coast, il commercio elettronico, la pandemia? Cosa ci ha cambiato radicalmente facendoci diventare quello che siamo oggi? Si sono abbattute le distanze spazio temporali e oggi non siamo più quello che eravamo ieri o quello che erano i nostri nonni e quelli che ci hanno preceduto: ma qual è stato il momento preciso in cui abbiamo abbracciato il cambiamento?

Ma sopratuttto, siamo proprio sicuri che stiamo meglio oggi rispetto a ieri?

3 thoughts on “Il momento esatto in cui

  1. Mha! Dico che ogni epoca ha il suo, dire se siamo meglio o peggio, se questo momento è meglio o peggio è solo esperienza individuale. Ai posteri larga sentenza è una definizione che non mi ha mai convinto, come si può giudicare senza aver vissuto? Solo per il riflesso di scritti, pitture, racconti…o quant’altro?

  2. quando sono andata a studiare in cina c’erano i telefonini ma non whatapp. Scrivere un messaggio costava un rene , per telefonarsi si usavano le carte che compravi in tabacchino. Adesso invece siamo sempre super connessi magari prima di andarmene potrò chiamare schiacciando un bottone sotto pelle e in qualche modo avrò già un chip impiantato nell’orecchio. Non so, a volte sembra che ci vogliano secoli per un cambiamento ed invece è lì dietro l’angolo.

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