Aspettando il 23

A fine anno non tiro somme, la matematica non è mai stata il mio forte. Spero di essere rimasto nel cuore di qualcuno, o contrariamente nel cestino della carta di qualcun altro. (Charles Bukosky)

Ciao ciao duemilaventidue! Ti ricorderemo come l’anno del ritorno. Il ritorno alla normalità, ai viaggi negati, agli abbracci proibiti, ai volti senza maschere. Purtroppo anche il ritorno della paura della guerra, che bussa ai nostri confini, come pure il ritorno dell’inflazione e dei costi che crescono a dismisura.

Che poi, come avevamo tutti capito fin da subito, è stato un ritorno per modo di dire, perché dopo due anni di pandemia sarebbe stato folle pensare che le cose sarebbero tornate indietro esattamente nello stesso modo. Niente è stato più lo stesso, com’è normale e giusto che sia. E allora cosa aspettarsi dall’anno che verrà?

Io penso che quello che dovremmo fare, il più presto possibile, è proprio questo. Voltare pagina definitivamente dalla pandemia significa lasciare andare questa falsa aspettativa che le cose sarebbero tornate come prima. Dobbiamo accogliere il cambiamento e vivere profondamente il presente, senza nostalgie di quello che è stato.

Questo è il vero insegnamento che dovremmo trarre da questa calamità planetaria. Le cose, le situazioni, i legami, le abitudini, le idee, le prospettive, i sogni, le paure…tutto cambia. Godiamo il presente, quel che abbiamo, quel che siamo, perché l’unica cosa certa del futuro è che non sarà come l’avevamo previsto. Ma questo non dovrebbe angosciarci, al contrario, dovrebbe essere liberante, dovrebbe toglierci delle ansie e renderci pronti e aperti a quello che succederà.

Ad ogni modo, come diceva Bukowsky, se saremo nel cuore o nel cestino di qualcuno, dipenderà da noi. Saremo nel cuore di qualcuno non perché ci siamo stati ieri o l’anno scorso o dieci anni fa, ma perché faremo di tutto per esserci o almeno, il meglio di quello che riusciamo a fare. Noi ce la metteremo tutta, poi a volte dipende anche un po’ dalle circostanze. Vogliamo dirlo? Anche un po’ dalla fortuna. E allora accogliamo con fiducia questo duemilaventitrè, perché lo sapete a Roma, come si dice quando a tombola esce il 23?

23 thoughts on “Aspettando il 23

  1. Non so se ci azzecco, ma mi viene in mente quel personaggio di Boris che sul palco faceva fortuna dicendo “Bucio de c*lo!!” (oddio ho dimenticato il nome, è l’Alzheimer 😱) e niente, rido da sola 🤣

  2. A dire il vero a scuola siamo ritornati a dov’eravamomprima, ma la scuola è un mondo molto resiliente e dunque non fa testo. Il mio conto in banca sì, lui fatica parecchio a tornare come prima e faticherà sempre più se non si abbassa l’inflazione. Quella che non credo possa tornare come prima è la Russia (che magari per lei è un bene) e la situazione internazionale (che non era affatto un bene per tutti, ma per noi era davvero ma davvero tanto comoda).
    Mi conforta sapere però che da voi il numero 23 è associato, se pure in modo un po’ indiretto, alla fortuna. E dunque seriamo che, altro non si può fare. Auguri! ❤️💚❤️

  3. “Dobbiamo accogliere il cambiamento e vivere profondamente il presente, senza nostalgie di quello che è stato”. 👏👏👏 Sacrosante parole, che accolgo come augurio per il presente e per il futuro. Buon anno nuovo, carissimo Romolo. ❤️

  4. Il futuro è sempre diverso da come ce lo si aspetta, verissimo. Naturalmente prego il buon Dio per me è per tutti i miei cari, compreso te Romolo, che nel 2023 tenga sempre il suo occhio benevolo su noi. Ciao!

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