Discettando sull’orlo del precipizio

L’altro giorno, in evidente debito d’ossigeno, dopo 7 ore di cammino, a 2348 metri sul livello del mare, praticamente in cima al mondo (o almeno, al mio mondo) pensavo in fondo a quant’è facile morire. Nel senso, basta che metti male un piede e precipiti giù. E così, tornando con i piedi a terra, pensavo di intrattenervi su quest’ameno pensiero. Ma poi mi sono ricordato che ne avevo già discettato altrove, probabilmente (a mio insindacabile giudizio) nel post più bello di questo umile blog.

E lo so. La Pellona (http://thepellons.wordpress.com/) me l’ha detto…non sta bene autocitarsi. Però io dico, c’è gente che inonda i social network con i selfie e io non posso richiamare vecchi post che mi tornano in mente? In fondo che differenza c’è? Anzi, almeno io vi risparmio le espressioni ebeti o finto divertite dei vari selfisti estivi.

E quindi – ammesso e non concesso che ve va – buona lettura.

https://giacani.wordpress.com/2013/12/13/danzando-sul-ciglio-di-un-vulcano/