Io non sono così. Però

Non ho paura di morire. E’ solo che non vorrei essere lì quando succederà (W. Allen)

Io non sono così, però….Se volete individuare come siano fatte le persone guardate quel però: tutto quello che sta dopo quel però, indica chiaramente com’è fatto qualcuno, nonostante abbia appena negato di esserlo.

Ci sono i superstiziosi che non sono superstiziosi, ma toccano ferro. I razzisti che non sono razzisti però odiano gli zingari, i permalosi che non sono permalosi, ma si offendono con una parola. I rancorosi che non portano rancore, ma si ricordano quello sgarbo ricevuto durante la ricreazione in seconda media. Gli impiccioni che non si fanno gli affari degli altri e poi sanno vita morte e miracoli di tutto il circondario. I giudici che non vogliono giudicare, ma poi condannano tutti. Quelli “buoni e cari” che non perdono la pazienza, che poi invece scannerrebbero il gatto del vicino rumoroso.

Il bello è che davvero la quasi totalità è convinta della prima affermazione ed è pronta a derubricare come eccezione straordinaria quella che è invece la prova provata che nega quanto affermato in precedenza. Ma come abbiamo una percezione distorta della realtà e di chi ci circonda, allo stesso modo, abbiamo un’idea di noi che non collima esattamente con quello che siamo veramente, nel profondo.

E quindi preferiamo crearci delle “dovute eccezioni”, che ci mettono con la coscienza a posto come chi fa la dieta e però il sabato sera si sfonda con fritti/pizza/birra/dolce/amaro. Solo il sabato sera però! Forse la sincerità assoluta è una chimera irraggiungibile. E forse, anche solo per questo, dovremmo essere più indulgenti con gli altri. E anche con noi stessi.