Sono Giulio sono giù

Ma perché non mi dai, la tua mano perché?
Potremmo correre sulla collina
e fra i ciliegi veder la mattina (e il giorno).
E dando un calcio ad un sasso
residuo d’inferno farlo rotolar giù, giù, giù
e noi ancora ancor più su

Sono Giulio, sono giù. Qui sotto casa tua, ma tu non mi apri. Ho provato e riprovato a farti almeno socchiudere una finestra, ma tu niente, rimani chiusa come una Chiesa quando ti vuoi confessare, come cantava Venditti. Che poi io non devo confessare più nulla, perché tutto quello che c’era da dire te l’ho detto.

Sono Giulio, sono giù. Di morale. Volevo renderti felice, ma tu non me lo permetti. E’ meglio così, mi hai detto, ma meglio per chi? Io parlo d’amore e tu restiamo amici, ma amici di chi? Volersi bene, prendersi cura di una persona è così difficile? Faccio domande stupide lo so, ma non posso farne a meno.

Sono Giulio, sono giù. Di corda. Forse quella stessa con cui volevo legarmi con te e che tu hai sciolto come neve al sole. Del resto sciogliere è più facile che scegliere, comporta meno responsabilità. Ma non devi scegliere per paura di perdere qualcosa, altrimenti sarebbe una scelta obbligata e allora che scelta sarebbe? Piuttosto devi scegliere perché non hai nulla da perdere, ma solo qualcosa da guadagnare. Qualcosa che non sai tu e non so io. Qualcosa che potremmo costruire insieme.

Sono Giulio, sono qui. Dammi una possibilità, fammi salire su. Dammi una possibilità. Non sono un treno che passa, piuttosto sono quello che se la fa a piedi con te, per arrivare dove vuoi tu. Dammi una possibilità!

Dagli una possibilità

Devi dargli una possibilità al sogno chiuso in un cassetto. Perché finché starà chiuso lì dentro sarà solo un’ipotesi dell’assurdo, un ladro nella notte, che come un tarlo continuerà a bussare senza speranza. Se lo lasci andare potrebbe forse evaporare come fumo profumato diventando una strada verso il nulla. Oppure potrebbe essere la strada verso il domani. Potrebbe.

Devi dargli una possibilità all’amico di sempre, che fa sempre gli stessi errori, sempre nello stesso modo, ad ogni occasione, con lo stesso tempismo di una scoreggia ad un pranzo di nozze. Devi dargliela perché forse la prossima volta ti stupirà. Forse.

Devi dargli una possibilità al giorno che arriva. Perché nessun giorno è uguale all’altro, i colori dell’alba sono simili e allo stesso tempo diversi da quelli del tramonto. La tavolozza delle sfumature non ha fine e in un solo giorno a volte succede quello che hai aspettato da anni. A volte.

Devi dargli una possibilità a quella faccia ormai ben nota che ogni mattina, con l’aria assonnata e l’espressione un po’ così, ti guarda dallo specchio del bagno. Sì, è sempre lo stesso, non ci sono dubbi, ma in realtà ha voglia di sognare così forte da farsi uscire sangue dal naso. Magari ti stupirà. Magari.

Devi dargli una possibilità allo sconosciuto che incontri per caso ad un pranzo di amici e fra tutti i presenti comincia a parlare proprio con te. Prendendola un po’ alla lontana, cerca di fare buona impressione e ti chiede se può riaccompagnarti a casa. Chissà che non sia proprio lui quello giusto. Chissà.

Potrebbe, forse, a volte, magari, chissà. Il condizionale è d’obbligo. Ma se non gli dai una possibilità, non lo saprai mai.